Focu chi mi scurri- Natàlia Castaldi
by fernirosso
Zaelia Bishop
Focu chi mi scurri d’intra i veni
di pedi fin’a testa pìgghimi chi to’ vampi
libera l’ebba intr’e mìa e i spighi ‘nte sùcca da terra
‘nto sulu muvimento signa i pareti da (me) vita.
Hayu bisognu mi ti sentu chi mi bruci
Tu: simenza ‘i cielu e terra
lignu chi bàmba d’intr’a vina di mei rami
Gestu chi mi ‘nsigna a crìsciri.
Tu chi bampùgghi d’intr’a me’ cella picciridda u scuru e u splendiri da luci
d’ogni stidda i tubberi ‘i primavera u serpiggiàri di pinseri
i lari e a fàcci i cu si fici chiù luntanu.
‘Nsònnimi focu e làssa puru ch’yò ti ‘nscùta
russu supra russu e pedi ‘i stu camminu mentri si fa cìniri
tutt’a me’ vita.
.
at-tra-versato da Natàlia Castaldi
*
testo originale – da Migratorie non sono le vie degli uccelli, Edizioni Il Ponte del Sale 2009
fuoco che mi cammini dentro
dai piedi alla testa popolami delle tue fiamme
libera le erbe dentro me e le spighe nei solchi della terra
in un solo movimento segna le pareti della vita.
Ho bisogno di sentire che mi bruci
tu: semenza di cielo e terra
legno che arde dentro la vena dei miei rami
gesto che dispone il mio crescere.
Tu crepiti dentro la mia piccola cella il buio e lo splendore
di ogni stella i tuberi di primavera il serpeggiare dei pensieri
i lari e il volto di chi si è fatto più distante.
Sognami fuoco e fa che anche io ti insegua
rosso su rosso ai piedi del cammino mentre si fa cenere
tutta la vita.
f.f.


proverò a leggerlo e registrarlo, ma confesso che vien difficile anche a me pronunziarlo correttamente… vedremo!
intanto grazie per questo comune “bambugghiàri” (crepitare)
bacio, nat
“Tu chi bampùgghi d’intr’a me’ cella picciridda u scuru e u splendiri da luci”
versi splendidi, musicali, incandescenti
un’ottima collaborazione direi per due voci che vedo camminare insieme
un abbraccio a voi, elina
se tu me lo permetti vorrei presentare il tuo testo sul fuoco, il mio, e quello di coloro i quali lo hanno preso come tema di qualche percorso in poesia. Che ne dici Natàlia? Ne ho scritto anche in facebook, vediamo che succede. Grazie ancora.un grande abbraccio.ferni
Belle, si, sono crepitanti le parole in siciliano, è come sentire davvero il fuoco e i rami che si contendono vicendevolmente la vincita, in una lotta in cui entrambe, alla fine, cedono se stessi. Ciao Elina,f
dico sempre di sì a Fernanda!
Grazie per questo andare insieme.f
lontano … oltre, accompagnami
nella notte che non mi dà pace
guidami nel senso arcano
che spoglia le nostre sillabe
riempimi gli occhi di lacrime nere
le vene del fuoco che non sa mentire
lontano … oltre, guidami
che ho paura dell’alba e mi devo vegliare
pensieri respiri
fatti cenere
sulla soglia calpestati
crepitio su vetri
di sensi sb(r)ecc(i)ati
s’appannano nell’annaspare dei fiati
queste parole senza un volto
che dia loro merito d’esistenza
nell’irriverente ferita che affonda la lama
dei peccati raggelati negli stipiti
all’angolo degli occhi
oltre la mercenaria vendita dell’anima
al senso d’un mendico saltimbanco
che dell’usura della carne
nel bianco dei denti abbozza un sorriso
giammai svegliarmi ancora bianca
d’aurora smorta nelle pieghe della carne
inamidata a ferro incandescente
nella nottambula preghiera delle ombre
quando la fine sembra disegnarsi d’orizzonte
in una impietosa verità
ma perchè mandate qui i vostri semi,lo avete il mio indirizzo, qui sono sprecati.Raccolgo tutto e lo pubblico,ma se ancora avete grani o terra o sole o pioggia o vento,tutto il vostro fermento in un firmamento di (ooooooooooooooooh!)missioni,mandatelo per posta. BACIO .ferni
bene!
qui resto sconnessa e, appena mi appare la pagina, la trovo segnata dalle vostre ‘connessioni’!
bellissima musicalità di natàlia su un testo che riscalda il…lontano.
continua il gioco dello scambio, ottimo baratto!
vi leggo davvero con piacere,,,,si prosegua, carissime fernanda, elina e natàlia!
ma dove sei finita? ancora sconnessa?ti abbraccio,nagari così riesco a tra-tenerti,f.
non era un mandare… scrivevo a ruota libera quello che sentivo sotto il tuo testo… sei fonte… ecco: fonte di luce e calore.
a dopo, devo scollegarmi per delle ore.
tvb (vi voglio bene)
ma dai, sono anch’io parte di un’ombra. Ciao, a dopo,f
vado e vengo: ho una casa che sembra un manicomio… cambio di stagione e cestoni da stirare…
ma stanotte sarò immersa nel respiro della scrittura e ti lascerò tutti i miei pensieri.
a presto mia cara.
nat
sono alle prese con la caldaia che è particolare
“a condensazione”
la programmazione sembra un rebus ma dovrò applicarmi poichè è tutto sulle mie spalle
mi sento un pò sollevata ultimamente
c’è un fuoco-evento che mi ha attraversato ultimamente, devo provare a farlo uscire, trasformandolo in luce
sempre se Fernanda aspetta…
ciao e buon lavoro, Elina
non ho alcuna fretta. Tranquilla.f
non pensare che non capisca.Ho tre figli un cane e un bel po’ da perticare. Il lavoro dell’Istituto,lo studio, …Solo da qualche tempo ho raggiunto una certa libertà.Figli grandi e dunque più tempo per me. Non ti preoccupare. Ciao Nat.f