Dimmi
by fernirosso
dimmi dai dimmi
eh dimmi!
che colore ha
il tuo vuoto quello spazio che vedo
dentro lo sguardo quando liberi le tue tigri in fondo al pozzo
nel rigo trasparente della finestra
in quell’agguato segna(la)to dal vapore dei respiri e
non vedi.
Sì non vedi
è inutile che menti.
Dai dimmi dai
dimmi cosa senti
quando nessuno ti chiama e niente ti sfiora la mente
in quale continente abiti e cosa ti sta vicino
così vicino che tutto
tutto il resto è come non ci fosse
come se tutti fossero scomparsi e tu
chissà dove sei
tu, che non guardi e non vedi e non senti
tu, in quali fessure del cuore
che batte senza frenare il tempo
ti sei messo a fare lo sgambetto alle cose.
Dimmi, dimmi prima che sia sera
e mi addormenti in questi spazi di parole senza risposta.
Tu
alla finestra
sei altrove.

provo un senso di lacerazione leggendo, come vedessi quelle tigri negli occhi, assenti, chissà dove
alla ricerca di quale vuoto? il nostro vuoto.
…
un abbraccio Ferni.
n.
lacer/azione è movimento, in ogni caso.
immobilità, impotenza: esatto contrario. quell’occhio è il mio sgambettare
nelle cose, fuori dall’essere presenza attiva sul tempo.
svuotata.
ciao, ferni.
api
Ciao ragazze.Di-temi…di te…mi rafforzo. Grazie,ferni
“nel rigo trasparente della finestra”
una finestra in un rigo,
una parola, un suono, una visione per trattenere quegli occhi spalancati sull’altrove
scrutarsi, uscire da sè per rientrarvi e per poi ricercare quel “tu” che afferri le tue risposte
“tu, che non guardi e non vedi e non senti…”
” tu/…/sei altrove”
interrogativi posti a questo “tu”, l’ incitamento a rispondere, prima che il tempo chiuda la sua porta, impedendo ogni risposta…
quasi un’ invocazione a una mutua comprensione, a una reciprocità di essere e sentire.
dmk