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(ap)punti dall'arte

Month: novembre, 2009

dedicata del quarto giorno

gianni priano- dimore

c’erano giorni

a casa della nonna

che crescevano dentro il gelo dell’acqua.

Sul fondo

del secchio raschiato     c’erano suoni

di ossa dolenti     scricchiolii di legni

mangiati dai tarli e le poche schegge di fiamma

tra i rami della miseria

al centro del ventre del camino.

Non  scaldavano     quelle nuvole basse

ma all’altezza del cuore

la nonna le pigiava in fascine fittamente piegate

per farcene pane per un bricco di latte. Dio

che ricordi quei giorni.

Hanno un tempo  segreto quelle voci

escono dalla cucina

quando non le aspetti e si mescolano alle altre

a tutte quelle che abbiamo incontrato lungo

il greto dei giorni

e se ne stanno  appostate

in qualche riposto ricovero della dispensa

tra piatti e terrecotte che profumano di buono.

(dedicata) ogni giorno

gaetano fracassio- rifugi

passo ad ascoltare i nidi

dentro i rifugi

depongo grani di riso e miglio

costruisco case      come fasce di neonato

intorno alla schiusa

e alla balaustra

aspetto insieme ai sogni

disposti in immobili percorsi

i primi segni

resto

in silenzio

come se solo quell’attimo

quell’attimo in cui la soglia

si fa  stazione dell’essere

qui in questa forma

equivalesse a toccare un miracolo.

Allora aspetto

aspetto il segnale

il primo movimento di quell’attimo.

A Lorenza

Alfvet- flickr

http://farm4.static.flickr.com/3439/3995095240_9fa0c4dbf2.jpg

In un vaso di luce

i semi delle mie poche parole di terra

la radice del mio bene

la contagiosa leggerezza per ridere

anche di quei pesi che vorrebbero

sommergerti

chiuderti il sorriso dentro un nodo senza speranza.

Così accosto il mio passo al tuo

che corre

oltre i recinti dell’età e costruisce prati

toccando con il pollice la tela dei giorni.

Oggi

che segni un nuovo anno tra i tanti disegni dei tuoi percorsi

sei la solita ragazza coi pensieri tessuti di azzurro e nuvole

con le mani intinte nei sogni

e nell’anfora segreta

canta le mille corse del vento

tra folate vive di ricordi.

.

Buon compleanno Lori

ferni- 28 novembre 2009


Dedicata del secondo tramonto

Federica Rossi- Nel profondo

C’è

oro       dentro il tuo sorriso

e rosso un fiotto

una miniera di cretti in nidiate di  grida

e aironi     rose che sbocciano istantanee

tra bianche spiagge di gesso

le ringhiere delle parole affollate dai gelsi in fiore.

Io non aspetto

la primavera

non aspetto l’estate

il sole viene

quando tu sciogli le nuvole della distanza

e il tuo fiume

scorre accanto al mio

fino al mare

una sola mutazione di colore

una notte che si fa profondissima e viva.

Oro

la luce         in quel nero

si ricongiunge  al fondo di un

ora senza più tempo senza più    m e t e.


Dedicata del primo giorno

Henry Moore

Hanno aperto l’estate

affondata tra le alghe del tuo ventre

nel profondo dove

nuotano pesci e respirano madrepore

un fatto di sabbia  antichissimo

il tuo corpo è l’indice del tempo

l’albero maestro del vento

e declina in latitudini e longitudini

i verbi della vita.

In un tempo senza fine  i greti dei tuoi fiumi corrono

corrono ai rami dei salici agli estuari dove  i granchi

scrivono nel linguaggio dei ciechi dileguandosi essi stessi

nel cavo di quelle scritture come in una clessidra.

Premuto il respiro si fa strada nel sogno

d’essere acceso e  nel canto

perdersi nella polvere di ogni pensiero

oltre l’orma del tempo

oltre il velo di uno spazio immutabile

balzato  da ieri

fino  a queste bianche spiagge dell’ora

sotto una piogga fitta

di aghi e sermoni che chiedono

chiedono

chiedono incessanti la tua presenza.

Verranno

le memorie verrano

a togliere i recinti

il filo spinato del rimpianto

la trappola del tempo

verranno camminando sull’erba

ai limiti del prato

avvicinandosi alla casa

e un fievole tramestio di passi

dichiarerà che finalmente è giunto

l’istante

e il fiato fattosi corto

sarà già al limite del cielo.

all’ospedale

Ivan Crico- Segni della metamorfosi

questa mattina        presto

dopo una notte piena di risvegli

con gli sbadigli incastrati  ai tendini del braccio

accanto a un dolore continuo che non mi dava pace

dopo pochissimo dal mio arrivo

ho iniziato a  sentire     viva     una ferita

più vasta      ampia

irreparabile che andava aumentando in me

una crepa      esattamente dentro

un centro che superava il cuore

e non riuscivo a  misurarne i dintorni se non così      vicino a tutti

quegli        altri

di cui non sapevo non immaginavo    non pensavo il male

Un’ambulanza dopo l’altra s’era fatto

prossimo

un popolo

un popolo di vecchi       di grandi vecchi

che  non trovi  mai sui quotidiani

a meno che non siano ultra

centenari e svegli     ancora in qualche modo belli

per fare   notizia    cassetta e audience

una specie di merce speciale da giornale.

Là     tra quelle pareti  bianchi nel bianco   del pronto soccorso

loro erano  un vetro

muti       pallidissimi   tenacemente fragilissimi

ed era manifesto in quei loro

lenti    gesti sfocati     appena accennati

una forza senza ansia

una specie di luogo  paese

o addirittura   una  golena

un posto dove aspettare la piena delle acque.

Umanità di  velina       t r a s p a r e n t e

la voce       in sordina

e l’occhio liquido     lontano      in un mare così aperto

che appena ci coglie

noi

esseri della deriva.

E saliva in me un  pianto che non riuscivo a contenere

che non riuscivo a nascondermi

e arginare come se di tutto quel loro male

io partecipassi vivamente in tutto il mio essere là

con loro

con passione e il petto   la gola lacerati  in uno slargo senza misura

fossero  il centro

il vero della ferita

quella che aveva premuto me  fino a quei confini

oltre la mano oltre la stretta del braccio.

s(‘)era appena dischiusa nell’ora

Ivan Crico- Segni della metamorfosi

“L’anima mia attende il Signore/ più che la sentinella l’aurora”

in quel ventre scuro batte  sola  la notte

la sua sequenza di luci alternate al chiarore di un sole

stelle fatte di eterno     soli

un tempo inarrivabile eppure cresciutoci nel globo   solitario

minuscolo dell’occhio      un cecchino

nella cella singolare del sangue

nella linfa di ogni albero

come nei cerchi eccentrici dell’aurora tuffatasi nei bagliori della notte.

Viene

a trattenerci

la morte       sola       imperitura   imperscrutabile  sorella

anima  in questo bastimento che corre

l’immobilità del sempre e ha una voce

sradicante          là     oltre il greto del perfetto silenzio.

“L’anima mia attende il Signore/ più che la sentinella l’aurora”-

f.f.- inedito 2009

.

nb: il libro dei salmi , di cui quello sopra riportato è il 130 (“L’anima mia attende il Signore/ più che la sentinella l’aurora”) rappresenta per i benedettini una corazza da indossare, non per lottare contro qualcosa ma per affidarsi alla certezza di ciò che in vita coglie e raccoglie ogni cosa.

ANNUNCIO-INVITO

Galleria ART&MEDIA VIA ROMA 38 – CASTELFRANCO VENETO – TREVISO WWW.ARTETMEDIA.IT

Per informazioni: tel. 3480302605

PROSEGUE CON SUCCESSO

Bipersonale di:
MARIO IRAL – scultore
GIANFRANCO SQUIZZATO – pittore
EROS e THàNATOS
Dal 7 al 28 novembre 2009
Orario di apertura: martedì/sabato 10:00 – 12.30 / 15.30 – 19.30
www.artetmedia.it cell. 3480302605
ingresso libero
la lettura critica delle opere  esposte dallo scultore M.Iral, riportata nel catalogo, l’ho curata io personalmente con grande interesse e vivissima gioia per la ricchezza degli…spunti creativi dell’artista. Non perdetevi l’occasione di visitarla…e…visto il periodo non mancate all’altro evento
PROSSIMO EVENTO

VERNICE DOMENICA 6 DICEMBRE ORE 11.15

GEOMETRIA D’ARTE COSTRUITA SPECIAL GUEST: ANNA CANALI E MARCELLO MORANDINI

Artisti: Getulio Alviani, Gianni Colombo, Dadamaino, Franco Daleffe, Edoardo Landi, Luciano Marin, Marcello Morandini, Bruno Munari, Manlio Onorato, Vincenzo Pellitta, Giorgio perretti, Nino di salvatore, Victor Simonetti, Jesùs-Rafhael Soto

TESTO E PRESENTAZIONE A CURA DI VITTORIO CARACUTA CATALOGO A DISTRIBUZIONE GRATUITA

Comunicato stampa:

Geometria d’Arte Costruita

Special guest: Anna Canali e Marcello Morandini

Dal 6 dicembre in Galleria Art & Media a Castelfranco l’esordio di una serie di mostre “legate” al Giorgione. Fin dalla prima, dedicata all’arte cinetica, non mancano gli spunti di discussione sull’evoluzione dell’Arte e sui rapporti fra gli artisti contemporanei ed il grande innovatore del ‘500.

Il 2010 sarà l’anno “del Giorgione” a Castelfranco. La grande mostra con 17 capolavori originali del Maestro ed altre decine di grandi artisti rinascimentali coevi, sarà inaugurata il 12 dicembre. A fianco del nutrito programma di manifestazioni organizzate dal Comune di Castelfranco per l’anno giorgionesco, ci saranno anche le mostre collaterali della Galleria Art & Media. Vedranno impegnati artisti di arte contemporanea con il loro mezzo espressivo migliore: pittura, scultura, grafica, fotografia, video.

Partiamo dalla prima, per qualcuno forse “dissacrante” verso il figlio più celebre di Castelfranco: “Geometria d’Arte Costruita” che verrà inaugurata domenica 6 dicembre alle ore 11,15 per concludersi giovedì 24 dicembre.

Vedrà presenti opere di artisti come: Bruno Munari, Getulio Alviani, DadaMaino, Nino di Salvatore, Edoardo Landi, Victor Simonetti, Jesùs-Rafael Soto, Franco DaLeffe, Gianni Colombo, Luciano Marin, Manlio Onorato, Vincenzo Pellitta, Giorgio Peretti, Marcello Morandini.

Special guest, presenti alla vernice, saranno Anna Canali, storica gallerista-collezionista di Milano e vera “Peggy Guggenheim” italiana e l’artista Marcello Morandini.

Che rapporto ci può essere mai fra il Giorgione e l’arte astratta contemporanea, per suggerire ai curatori un accostamento così ardito? Le risposte nella introduzione critica, a cura di Vittorio Caracuta, al catalogo che sarà in distribuzione gratuita.

Hanno iniziato a settentrione

un albero alla volta sfilato dalle righe dei fossi

come da rime di poesia cui si strappa la parola

e non collima più il sentiero con la cima del sogno

tra quelle m n m in cui tutti siamo segno

messi e messia dipinti da una bianca mezzeria

una nuova autostrada che si è fatta

in  tre  quattro e quatt- rotto rompendo ogni condotto

sgemmando le morbide quartine dell’erba

nascostesi tra il microsolco di una bicicletta

e l’impronta di un piede

che sfogliava adagio un tempo

un passo alla volta

parsimonia di quel verde

da sempre colono delle nostre pianure

per farne bracieri di un turismo da corsa addomesticato ai piaceri

del denaro e della cementazione del sentire del vedere del godere.

Verde è tutto il veneto

una grande fitta rete che si vela di nebbia e s’invena

di vento fin dentro al cuore

il centro di una selva senza resa

mare anch’essa e verde

della stessa sostanza

di quelle morbide colline.

Verde vescicolante la bile che mi prende quando con gli occhi

al vecchio abito sgargiante di colori

in sostituzione mi ritrovo addosso un grigio cencio cementizio

che non ha nomi di storia né di leggenda sa parlare se non per frasi mozze

e senza più viaggio dentro il suo mappario.

Correvano  i greci   qui    sulle loro barche    veloci

come in  groppa ai grandi bellissimi cavalli

venuti dal  mare galoppando sulle onde

per sfuggire la guerra anch’essi

una guerra che non volevano

che volevano dimenticare

per sempre

per sempre

senza opporre  armi alle armi

corpi ai corpi

e sotto gli zoccoli premere la vita.

Ai veneti

devono aver soffiato i venti nelle vene

devono aver cantato sortilegi e cantilene le sirene

chè tutto s’è fatto un vecchio fascio

come ancora qualche traccia ricorda qua e là per le vie

di un centro che non ha intorno né ritorno

un centro che vale qualunque altro punto

con case allargatesi negli uffici delle troppe banche

vecchie baldracche gonfiate

con sintesi chirurgica

alla moda dei corpi e ingombri  di detriti.

Oggi tutto si gonfia

le case le auto  i corpi

anche i pensieri si gonfiano

gli zeri sono diventati uno sproposito

e comprimono i pensieri   neri anch’essi

dentro un buio che non lascia respiro.

Eppure c’è al cambio di ogni stagione

lungo le rive delle acque la scrittura lieve delle serpi

il periodico gracchiare delle rane

la concertata erotica teoria delle cicale e

grande nudo l’incontaminato silenzio della neve.

Da qui, da queste orme mi torno a cercare

mi torno ad ascoltare fino a questa stazione incivile

in cui la memoria sta impiccata nella pubblicità progresso

scritta da qualcuno che non sa

che non sente che un solo tintinnio.

Nel nodo infinito

Füssli

http://i122.photobucket.com/albums/o252/Soffio_di_Maggio/Varie/Dipinti/fussli_l_incubo.jpg


Divaricai la distanza

valicai di notte

le oscure nitide regioni del sangue

corsi tutti i suoi labirinti

per slegare la passione dai battiti

imparai     la precisa    cesura della parola

e smisi di balbettare     davanti alla tua figura

i n t r a g u a r d a b i l e.

Guarii di silenzio

ascoltando il lieve fruscio dei tuoi respiri

come acqua   che si disfa in aria     e

rivoltai   i pianeti    nei tuoi occhi

per vedere cosa celavi

persino a te stesso

lessi l’origine       in una stretta

ancora ci avvicina

senza che noi

nascondendoci a noi stessi

si possa credere

di lasciarsi

allontanarsi da quel buio comune e vasto

casa    meta     e oblio

di una continua    mutua    vigilia      senza fine.

Raggi di milioni di anni e

alexander korzer-robinson

quando lo guardiamo

il mondo

nemmeno ci accorgiamo

che lo vediamo di più

nelle vetrine delle parole

brillano

il mondo

le parole

lucerne illuminanti

lo fanno di sbalzi inseguendo le ombre

oltre la pietra dell’occhio

e  salta

l’acqua dell’immagine

vecchissima e infantile

nell’immortalità

di uno sguardo.

ANSA, ANSA-Ultimo aggiornamento: 18/11/2009- ACQUA AI PRIVATI

ANSA, Ultimo aggiornamento: 18/11/2009

Acqua ai privati, votata la fiducia

Il ministro Ronchi: nessuna privatizzazione. Pd: si copre un imbroglio. Consumatori: prezzi salgono del 30%. Catricala’ (Antitrust): ‘ok al provvedimento ma occorre vigilare’

Acqua ai privati, votata la fiducia

ANSA

ROMA – Maggioranza in sofferenza nell’Aula della Camera sugli ordini del giorno al decreto Ronchi. L’Aula ha approvato fino ad ora cinque testi dell’Idv su cui il governo aveva espresso parere contrario, con uno scarto di uno-due voti. In tutte le votazioni lo scarto tra maggioranza ed opposizione e’ sempre infinitesimale e questo accade dopo che il governo, un’ora fa, ha incassato la fiducia con 50 voti di margine.

Con 320 voti a favore e 270 contrari, il governo incassa la sua fiducia numero 26 in 18 mesi di legislatura, posta stavolta sul decreto Ronchi, il cui ‘cuore’ e’ la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. Il testo, che era stato gia’ approvato dal Senato, viaggia ora verso il via libera definitivo, cui si giungera’ a Montecitorio domani all’ora di pranzo.

La maggioranza ha difeso il provvedimento, nel cui testo al Senato e’ stata inserita la liberalizzazione della gestione delle risorse idriche sotto l’indirizzo generale del settore pubblico. La Lega, che pure aveva espresso qualche perplessita’ sul provvedimento, ha detto si’ pur senza troppo entusiasmo. “Non si puo’ – ha sottolineato in proposito il ministro delle Riforme Umberto Bossi – far saltare il governo: non si muore per una legge, si muore se salta il governo”.

Il Carroccio, in ogni caso, ha incassato un ordine del giorno a prima firma del capogruppo Roberto Cota, che impegna il governo a valutare deroghe alla liberalizzazione della gestione dell’acqua per i comuni ‘virtuosi’. La riforma e’ stata, invece, duramente contestata dall’opposizione. Al voto, che non riserva particolari sorprese e registra un’affluenza superiore alla media delle altre votazioni sulla fiducia in questa legislatura, si arriva dopo un dibattito dai toni piuttosto bassi. Solo l’Idv si lancia un un duro attacco verso il governo accusandolo, con Leoluca Orlando, che lamenta “uno stravolgimento del ruolo del Parlamento a colpi di fiducia’” e di una scelta del governo nella direzione “di dare la gestione dell’acqua ai mafiosi, ai camorristi ed alle multinazionali”, mentre nel resto di Europa “la strada seguita e’ quella di riportare al pubblico la gestione delle risorse primarie come, appunto, quelle idriche.

Insomma, soprattutto al sud con questo decreto si fa si’ che la gestione dell’acqua passi dai mafiosi con la coppola e la lupara a quelli dei nostri giorni, in doppiopetto e con la faccia delle multiutility”. L’Udc con Mario Tassone lamenta “il troppo tempo impiegato dal Senato per l’esame del decreto, che ha finito con il comprimere le prerogative della Camera” e Luciano Fontanelli (Pd) sottolinea come il decreto Ronchi rappresenti “un’occasione perduta”, visto che il testo e’ “incompleto, approssimativo e si muove solo nella direzione dell’utile maggiore e piu’ facile”. A difesa del decreto e della liberalizzazione si schiera la maggioranza: con il leghista Luciano Dussin che parla di “voto di fiducia obbligato”, Antonio Iannaccone (Mpa) che ne esalta “l’essere strumento per eliminare carrozzoni”, e Nicola Formichella (Pdl) secondo cui “e’ necessario ridurre le procedure di esame dei decreti”.

OH era ora che ci fosse qualcuno che dirigesse il traffico!

ANSA, Ultimo aggiornamento: 15/11/2009
Scatta la riforma della P.A., merito e lotta ai ‘fannulloni’

VISTO CHE NELLA P.A. CI SONO TUTTI I NOSTRI RAPPRESENTANTI PARLAMENTARI ALLORA TALE REGOLAMENTAZIONE VALE ANCHE PER LORO: ANZI PRIMA DI TUTTO PER LORO. E’ ora di farla finita con assenteismo non giustificato e mancanze di ogni genere. In caso di perdurata assenza LICENZIAMENTO ANCHE PER LORO. La regola, se è regola, lo deve essere per tutti, NESSUNO ESCLUSO.

Entra in vigore la legge Brunetta che riforma la pubblica amministrazione. Riguarda 3 milioni e mezzo di lavoratori

Scatta la riforma della P.A., merito e lotta ai ‘fannulloni’

ANSA

ROMA – Meno uno: entra in vigore oggi la legge Brunetta che riforma la pubblica amministrazione e che e’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale a fine ottobre. Le nuove, norme annunciate da tempo, diventano ora operative a tutti gli effetti e riguardano 3,5 milioni di lavoratori.

E’ “la piu’ grande riforma della legislatura”, la definisce lo stesso ministro della Pubblica amministrazione, e’ il “bastone in mano al cittadino”, aggiunge, e avverte: “Lo standard diventa esigibile” e “se il cittadino non riceve quel bene o quel servizio secondo lo standard, puo’ dire al funzionario ‘io ti faccio un mazzo cosi””. Molte le novita’ in arrivo: piu’ produttivita’, merito e trasparenza, ma anche lotta ai fannulloni i quali, a secondo della gravita’ del caso, andranno incontro a sanzioni, pure penali, taglio dello stipendio e licenziamenti. Previsto un forte impulso alla mobilita’, obbligatoria se necessario, una nuova Authority per la valutazione delle performance e una sorta di pagella dei dipendenti. Un portale, che sara’ presentato lunedi’ a palazzo Chigi, conterra’ tutte le fasi di implementazione della riforma.

PREMI AL MERITO. Previsti incentivi economici e di carriera per i meritevoli. Non piu’ di un quarto dei dipendenti di ogni amministrazione potra’ beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto, non piu’ della meta’ potra’ goderne in misura ridotta del 50%. Chi non lo merita, invece, non prendera’ nulla. Il dipendente che si e’ collocato nella fascia di merito alta concorre per il bonus annuale assegnato alle performance eccellenti.

SANZIONI ANCHE PENALI PER CERTIFICATI MEDICI FALSI. Sanzioni anche penali (fino a 5 anni di carcere e una multa fino a 1.600 euro) sono previste, in caso di falsi certificati medici, nei confronti del dipendente. Per il quale scatta il licenziamento con l’obbligo del risarcimento del danno. Anche il medico eventualmente corresponsabile sara’ radiato dall’albo e licenziato.

LICENZIAMENTO. Tra le fattispecie individuate per il licenziamento ci sono il ripetersi di assenze ingiustificate, il rifiuto senza motivi del trasferimento, la presentazione di documenti falsi per l’assunzione o per essere promossi. Ma anche: comportamenti aggressivi e molesti e condanna per reati contro la pubblica amministrazione e il prolungato rendimento insufficiente.

DIRIGENTI PIU’ RESPONSABILI. A loro il compito di valutare la performance di ciascun dipendente. Saranno sanzionati se non svolgeranno efficacemente il proprio lavoro. Per i nuovi dirigenti, fissati sei mesi di formazione all’estero. Arrivano anche nuove procedure di accesso alla dirigenza per concorso per titoli ed esami indetto dalle singole amministrazioni.

MOBILITA’ ANCHE OBBLIGATORIA. Se necessario i dipendenti dovranno spostarsi dove e’ piu’ necessario anche se non sono d’accordo.

AUTHORITY PER VALUTAZIONE, PAGELLA DEI DIPENDENTI. Nasce un’Autorita’ per rafforzare la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni. Ogni anno la commissione predisporra’ una graduatoria di performance delle singole amministrazioni in base a cui la contrattazione ripartira’ le risorse.

CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” – IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !

QUANDO INVENTERANNO UN CONTATORE PER I RESPIRI?

http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale

IMPEDIAMOLO !

Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:

- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.

- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.

- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.

Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica
e ai Presidenti delle due Camere

L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.

Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.

Salvare l’acqua è una questione di democrazia

Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org

Sito web: www.acquabenecomune.org

la sirena

suonava per segnare la fine

suonava per segnare sempre l’inizio

oggi domani

segni passa(n)ti

e i santi

quelli che deponevano la loro vita dentro

dentro quei ve(n)t(r)i disumananti

perdendo persino le parole

sbranate dalle ghiere e dai morsetti

di una catena dove montando le cose

smonta(va)no giorno dopo giorno se stessi

e  paghi mai e piagati aspetta(va)no lei

anch’essa  sirena    paga

traditrice da sempre

che in tutti i mari

a m m a l( i) a per consumarti un po’ di più

pagando ciò che si produce e già si è dato con la vita

preci-pit(t)andoci il desiderio senza preghiera di salvezza.

Nella spiaggia comun(al)e la sirena

resta la s(p)oglia di ciascuno di noi

quella cava concava panciuta politica

che non dice mai alla poleis

la parola fine

e il  travaglio continua oggi come ieri

ancorandosi alle tue mani.

Sì: anche domani… e domani e domani…

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