sono andata lungo l’argine

per starmene un poco con il fiume

con le cose che ti parlano con calma

dentro un silenzio che non dorme mai e   sa dove sta andando.

Volevo scendere ai ricordi

ancora  umidi dentro la mia  terra

che arriva  fino al limite dell’orto

in giornate come questa. Lei non voleva

uscissi a scorazzare di palo in frasca

come adesso faccio qui tra una parola e l’altra.

Oggi    volevo ascoltarvi     volevo toccarvi

erbe della mia infanzia

raccogliervi   è impossibile

vi nutrite dei veleni che anch’io vi infliggo

e restate là

come una linea di resistenza contro la frode

questa nostra incivile vuota ricchezza

è una miseria tinta di bugia è una parola  senza un senso

senza un dove

senza vita.

Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle

in ogni goccia vi flettete

riflettete il cielo dentro una sfera

una piccola misura per quell’immensità

che per voi si è capovolta.

.

Gaetano Bevilacqua

7 Risposte a “sono andata lungo l’argine”

  1. “Volevo scendere ai ricordi”

    è una grande emozione rendere i ricordi parte di un’immensità, come dargli un suono, un colore, come riportarli alla luce facendoli emergere dall’acqua che cancella (la distanza divenuta tenebra)

    testo e immagine molto piaciuti
    grazie Ferni

  2. ci sono cose che non ci insegna nessuno, neppure la vita,
    nè la fatica quotididiana possono avvelenare il nostro essere uomini con la schiena dritta e con l’idea d’essere fatti d’immenso
    ci sono parole denunce da gridare e poi deve esserci il respiro, che giunge da lontano, attraversando gli occhi e diventando aria, fiato per l’altro

    ti racconterò una esperienza teatrale molto particolare, magari riesco a farlo con un testo

    elina

  3. fiume, metafora di vita che scorre e tutto trasporta.
    “Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle…”
    nonostante tutto, nonostante noi stessi.

    Parole così vere.

    dmk

  4. Grazie, grazie.Oggi non sono proprio in vena.La scuola va a catafascio e non si riesce a porvi rimedio.E’ un andare dritti verso la fine. Servirà questo. C’è sempre un declino,il nostro era segnato da tempo.

  5. sì lo penso anch’io, sempre peggio
    al Ministero non sanno neppure il disservizio che creano bloccando un ufficio provinciale per giorni, mesi
    forse ci ritengono inutili e noi a curarci, ad assicurare il buon andamento come se fosse la nostra casa, malgrado tutto

  6. Ora o si accetta chinando capo e terga o ci si solleva con un moto ondoso che non si ferma se non capovolgendo tutto. Poi si riparte,fino alla prossima volta, perché lo so già da ora che è così. ferni

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