sono andata lungo l’argine
per starmene un poco con il fiume
con le cose che ti parlano con calma
dentro un silenzio che non dorme mai e sa dove sta andando.
Volevo scendere ai ricordi
ancora umidi dentro la mia terra
che arriva fino al limite dell’orto
in giornate come questa. Lei non voleva
uscissi a scorazzare di palo in frasca
come adesso faccio qui tra una parola e l’altra.
Oggi volevo ascoltarvi volevo toccarvi
erbe della mia infanzia
raccogliervi è impossibile
vi nutrite dei veleni che anch’io vi infliggo
e restate là
come una linea di resistenza contro la frode
questa nostra incivile vuota ricchezza
è una miseria tinta di bugia è una parola senza un senso
senza un dove
senza vita.
Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle
in ogni goccia vi flettete
riflettete il cielo dentro una sfera
una piccola misura per quell’immensità
che per voi si è capovolta.
.
Gaetano Bevilacqua

3 novembre 2009 a 16:22
“Volevo scendere ai ricordi”
è una grande emozione rendere i ricordi parte di un’immensità, come dargli un suono, un colore, come riportarli alla luce facendoli emergere dall’acqua che cancella (la distanza divenuta tenebra)
testo e immagine molto piaciuti
grazie Ferni
3 novembre 2009 a 21:28
Ciao Elina, come la solito la mia lettrice e compagna,grazie,di cuore,ferni
3 novembre 2009 a 22:16
ci sono cose che non ci insegna nessuno, neppure la vita,
nè la fatica quotididiana possono avvelenare il nostro essere uomini con la schiena dritta e con l’idea d’essere fatti d’immenso
ci sono parole denunce da gridare e poi deve esserci il respiro, che giunge da lontano, attraversando gli occhi e diventando aria, fiato per l’altro
ti racconterò una esperienza teatrale molto particolare, magari riesco a farlo con un testo
elina
6 novembre 2009 a 16:52
fiume, metafora di vita che scorre e tutto trasporta.
“Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle…”
nonostante tutto, nonostante noi stessi.
Parole così vere.
dmk
6 novembre 2009 a 19:04
Grazie, grazie.Oggi non sono proprio in vena.La scuola va a catafascio e non si riesce a porvi rimedio.E’ un andare dritti verso la fine. Servirà questo. C’è sempre un declino,il nostro era segnato da tempo.
6 novembre 2009 a 19:25
sì lo penso anch’io, sempre peggio
al Ministero non sanno neppure il disservizio che creano bloccando un ufficio provinciale per giorni, mesi
forse ci ritengono inutili e noi a curarci, ad assicurare il buon andamento come se fosse la nostra casa, malgrado tutto
6 novembre 2009 a 19:29
Ora o si accetta chinando capo e terga o ci si solleva con un moto ondoso che non si ferma se non capovolgendo tutto. Poi si riparte,fino alla prossima volta, perché lo so già da ora che è così. ferni