e passo dopo passo
e giorno dopo notte
passò dalla mia strada
uno, uno come tanti
uno che non conoscevo
però passò, passarono tutti quanti
strappandomi la vista
rubandomi la parola
passò passò passarono tutti
dalla mia strada
coinvolgendo i miei pensieri
sovrapponendo i segni ai sogni
e fu così che persi
sì persi i miei passi scritti col gesso
nel rigo bianco della mattina
per calpestare i suoi e i loro passi
sì i loro passi camuffati da principio
quando già erano la fine
senza trovare alcuna strada
senza spegnere nessuna stella
dentro una sola parola
una candela accesa che si consuma
per vedere la strada
la strada che manca
14 novembre 2009 a 15:09
sorrido… amaro il sorriso di chi si raccoglie i passi e cerca di cancellare le orme del vento.
un bacio, cara mia.
14 novembre 2009 a 15:22
ci sono anche i nostri, in quei passi altrui…Ciao Nat.f
14 novembre 2009 a 19:04
cullo sensazioni che m’entrano nella pelle senza riserve……
ogni “parola” è un “non-sense” spiegato male….. perchè troppo-tanto-tutto insieme……
15 novembre 2009 a 14:36
non mi riesce di capire bene cosa intendi per non-sense spiegato male, e poi ancora:- perché spiegato male…-il testo non deve spiegare nulla, a meno che non si tratti di un testo di analisi critica, e anche quelli matematici, godono della modalità:leggi interpretando, spesso intuendo, ciò che la formula non ingloba. Se mi spiegassi,ne sarei grata, visto che il commento non è testo poetico, ma dovrebbe essere chiarificante.ferni
15 novembre 2009 a 17:50
Ogni Mia parola sarebbe superflua. la tua poesia spiega già tutto. ed è già chiarezza.
Glò
20 novembre 2009 a 23:57
passò dalla mia strada una come tanti ma lei sapeva parlare al mondo con la poesia lei era poesia sparsa per il mondo e il mondo passò di là per la sua strada e lei ebbe parole di vento e sole…il suo nome iniziava per effe…
abbraccio effe
da cricri
21 novembre 2009 a 13:38
e passo dopo passo passò dalla mia strada non una come tanti ma una grande donna, passo dopo passo ho letto parole sue dai colori del fuoco, parole rosse di sangue e dolore ma anche tanta gioia di vivere, passo dopo passo la donna vide una strada in fondo là sul colle della neve…
lasciò i suoi segni… lasciò libri, montagne di versi, corolle di fiori, quella donna germogliava un nome che iniziava con effe..
abbraccio
da ci
21 novembre 2009 a 14:37
Ciao carissima Cristina! Sento che anche tu,come me, ancora ricordi quella bellissima giornata.Che dice se lo rifacessimo? magari chiedendo anche a Lidia …Grazie del tuo affetto che ricambio anche io con gioia. Ti abbraccio, ferni