Nel nodo infinito
by fernirosso
Füssli

Divaricai la distanza
valicai di notte
le oscure nitide regioni del sangue
corsi tutti i suoi labirinti
per slegare la passione dai battiti
imparai la precisa cesura della parola
e smisi di balbettare davanti alla tua figura
i n t r a g u a r d a b i l e.
Guarii di silenzio
ascoltando il lieve fruscio dei tuoi respiri
come acqua che si disfa in aria e
rivoltai i pianeti nei tuoi occhi
per vedere cosa celavi
persino a te stesso
lessi l’origine in una stretta
ancora ci avvicina
senza che noi
nascondendoci a noi stessi
si possa credere
di lasciarsi
allontanarsi da quel buio comune e vasto
casa meta e oblio
di una continua mutua vigilia senza fine.

ho provato a leggerla anche così.
divaricai la distanza
di una continua muta vigilia senza fine
bellissima!
sì, infatti era anche questo il senso di quell’aumento di distanza, divaricandola si amplificano le possibilità, una vigilia senza fine. Grazie,ferni
Testo di grande profondità e bellezza. Grazie, Ferni, anche per il bellissimo commento che hai lasciato sul mio blog. Non me n’ero accorto e mi ha emozionato, scoprendolo…
quando leggo i tuoi versi li percorro in modo personale
“ognuno ha la sua percorrenza” vero?
accade che davanti agli occhi giungano immagini
come sfondi in cui comporre o scomporre le tue parole
ho visto un fiume custode di una distanza allargata che prelude una lieta vigilia
un testo intenso, pieno di bellezza, da leggere e rileggere
Grazie
le parole sono scene su uno strapiombo: o ci si butta e s’impara a reggere il peso del corpo, come riesce la terra nel cosmo, o si precipita nel profondo dell’azzurro. o…si cammina nel greto del sogno, o…si apre la finestra e si vede un altro se stesso. Grazie Elina,ferni
Passavo di qui e piacevole sorpresa sapere che esisti…volevo solo dirti che la tua poesia è fantastica!!!Julia Palmas
Grazie Julia, ti aspetto ancora.ferni