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(ap)punti dall'arte

Dicono che oltre questa scena

Ana Kapor- Interludium

ci sia una resurrezione

che la carne rivivrà oltre

questo corpo ispessito e nodoso

che mai ha germinato fiori

mai ha raccolto nidi di uccelli e voli

mai ha trattenuto  nuvole tra i suoi rami

e mai fino alla fine ha creduto che tutto in quell’involucro

si staccasse come una scorza

dal frutto.

Questo corpo    che un giorno ha vissuto sognato pianto

e si è piegato all’ imprevista sua impotenza rivivrà

anzi ha provato a rinascersi sin da oggi

da questi pensieri accovacciati al di qua del recinto

e si è dipinto un sole

oltre tutti i suoi limiti oltre i pensieri ne ha scagliato uno

lontanissimo lo ha avvolto in una pelle cosmica che respira

del suo stesso respiro vive e si trasforma

e  lieve invulnerabile

si è costruito

una casa di luce

impenetrabile.

Ora

quasi disfatto

tocca il cielo con un dito come un folle

come un sole  o solo un dio  potrebbe

attraversando ogni ombra.

.

Vladimir Pajevic – Porta d’oriente

E’ un labirinto

Ana Kapor- enigma

l’occhio     l i q u i d a    l’immagine

ne fa enigmi per lo spirito

e la mente laboriosa plastica ne restitutisce

immediate letture

sogni  di visioni in alberate aree del ricordo

dove l’ombra cede

mollemente i suoi chiari

e oscura ritraccia altre percorrenze

senza fine

raccogliendo semi   impercettibili segni

di ogni suo perduto sguardo.

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