FERNIROSSO webBLOCK

(ap)punti dall'arte

non ho nostalgia di nessun natale

ogni giorno nasce

portando con sé la sua dote.

Noia calamità imprevisti affetti

patiscono la clausura delle nostre azioni

sempre all’oscuro dello sviluppo

in un’ immagine che non  finisce di formarsi

sotto la pressione della luce

sotto l’oppressione dell’inconsapevole

estro che tutto può mandare a fuoco e

niente resta visibile dentro la cornice

nel nostro labile sguardo.

Quello che poteva essere un natale da vivere

si trasforma in un passato

di cui non si è vista nemmeno la scia.

Prove per un suono non appreso

e da lì

emerge la scena

nasce il corpo

il fantasma che si muove lascia

una scia che si fa scienza

teatro di sostanza

la dimensione si sfa

vive il luogo

abito di un’unica creatura soggetta

a progressive metamorfosi.

Acqua  di vita

nella vena di una cascata è

bagliore del mobile

assorta carta dell’abbondanza

che in sé disperde l’involucro

il paesaggio di ogni segno

di ogni articolato gesto.

E vento

il microcosmo

in questa minutissima sfera  dell’infinito ingranaggio

(si) mantiene

(il) vivente

Ora

André Beuchat

aveva il ventre ed il cranio spalancato

un uccello a lato

della strada

aveva perso la misura

lui che attraversava il cielo

in un botto

contro il vetro

di un azzurro in movimento

Non s’è accorto della morte

solo di un salto

l’ultimo  dentro un fulmine a ciel sereno

nel nero dell’asfalto.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 78 other followers