Era una distesa- da Migratorie non sono le vie degli uccelli
by fernirosso
Peter Gasser
di gialli oro e caldo sole
come se l’astro si fosse
capovolto e ogni filamento delle sue escandescenze
avesse germogliato in terra.
Era azzurra la mano della donna
appena nata e nuda
spogliava i semi ad uno ad uno e in sè li rimetteva
come una sentenza o una promessa.
Iniziò al calare della luna
a farsi, altro da quella mitica creatura rappresa in un blocco.
Iniziò a muoversi lentamente
raggiungendo il bordo del campo
e imparò che era moltissimo
aver potuto scendere da un paradiso inconoscibile
a tanta immensità
così tragicamente corruttibile e bellissima
.
Da Migratorie non sono le vie degli uccelli- Il Ponte del sale editore ,2009


apre una voragine di luce
con il tocco di un raggio di luna.
abele
Ciao Abele,tu come sempre sei generoso, ma sono consapevole del cerino che ho in mano …per avere un po’ di luce.Grazie carissimo.f
hai la capacità di mostrare l’esterno svelando l’interno.
sai, come quella vernice magica di un personaggio dei fumetti (che adesso non ricordo): ogni verso una pennellata che dà risalto e vita.
grazie Cristina per questa lettura che apre ciò che mi auguro sia il movimento di chiunque, leggendo, cerchi di approssimarsi a se stesso, attraverso una modalità non logica.f
di una straordinaria forza evocatrice virata dal “femminile_sentire”, oserei dire viscerale, uterina, riletta più volte, mi coinvolge ferni…
r.m.
CIAO Roberto! Grazie, di te conosco bene la passione che metti nelle letture e la grande abbondanza dei tuoi doni.Ti abbraccio, ferni
Si vede fisicamente la poesia, vedo con uno sguardo che si muove dal minuto all’immenso e si apre come quella distesa raggiunta a fatica.
Affascinante
Grazie Antonio, l’obiettivo era proprio quanto tu sottolinei. Lieta di sentirti e averti ospite,ferni