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(ap)punti dall'arte

Cosa cerco

.

che l’erba non abbia già oscurato

con la sua verde natura abbia trasformato

cosa cerco

che la terra non abbia già ripreso

in sé  di sé elargito

cosa

cosa cerco

da mettere dentro gli occhi

da riporre dentro la mia breve memoria

fatta di scritture e immagini che durano il finito

tempo  per dimenticare

il tempo per imparare

a sognare ancora e ancora  altro

cosa

cosa voglio     davvero      scovare

dentro queste righe che già non abbia intuito

in ogni altra scrittura    dentro le linee     del mio sangue

dove stano i ricordi    in agguato

quelli che stanno anche sotto

in terra   e in quello che dico     passato

Cosa      cosa cerco di brillare

che già non sia scoppiato

mille   milioni  di volte

dentro il mio occhio

dentro il tuo orecchio?

Ancora senza nome proprio

.

Di tutto resta   l’imperfetto

metodo della consumazione

Tutto   tutto   senza eccezione

tutto  si disgrega

tutto si scompone e

cedono   i limiti

oltre passando i dogmi e gli assiomi.

Sappiamo delle cose l’autunno

e invece servirebbero  ali

per la nostra ragione  una stazione

servirebbero   convogli

di arti e migrazioni di piume

innumerevoli insetti

lievi   come i sogni

profondi    quanto la pupilla di Edipo

Servirebbe   che in noi    crescesse

la cecità del cosmo   dove    naufraghi

scorrono   in solenni processioni   gli astri

gli innumerevoli soli

ancora   senza un nome proprio.

L’arancia

Giancarlo Gazzelli

Ho mangiato un’arancia   rossissima e     sangue
il suo succo    mi colava dalla bocca
nessuna
non una
parola mi ha nutrito di più
nessuna   grammatica    era corretta
quanto la sua
persino la buccia non è da gettare.

Poesia?
Non se ne era mai fatta un problema
una questione a cui rispondere
nemmeno   finché la divoravo.

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