FERNIROSSO webBLOCK

(ap)punti dall'arte

Il tuo

suono

il mio

suolo

e-

stendo linea-

menti evocando

gli ante-

(n)nati canti

s f i d a n d o  t i   s f i l o

di dosso

l’es-

senza che tu

mi veda.

Cane nero

Sol Halabi-mentira la verdad

Cane  nero

di vento     e con la lingua azzanna

senza morso senza freno     senza inibizione

se non per quell’antro   suo gemello

animale    flagello nato da una caccia

da un morso che da un frutto ha strappato l’albero e

la razza    rito dall’in(di)visibilità  del buio.

Mostri

del giorno  immagini

sostituiti  simulacri del vostro apprendere notturno

dal nero     nell’abbaiante voce

è inciso il sord(id)o linguaggio       del vuoto

del viaggio senza meta

in questa metà del cielo sfitto

dei       fulmini       percorsi

strascinando in sé  l’abisso  nella pozza insanguinata

mente che pesa che srotola il filo che l’avvolge

il morso del serpente

era spentasi  nel cavo del dente

affilato quanto una lama senza rime-

dio.  Non c’è salvezza nella fuga

tutto affoga        in una morsa

di rabbia quel cane    scrive la legenda umana

l’appendice di una bibbia sacra       fortezza dei vinti

in cui tutto è grido è l’o(l)tre dei suoni

vaganti in quell’immensa terra della sete

deserta ancora di uomini e ombre che parlano

che  bruciano i riflessi in ogni grano di parola.

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