FERNIROSSO webBLOCK

(ap)punti dall'arte

tracce

Valentina Brunello

…avevo seguito quell’odore

riconosciuto tra tutti gli altri che per strada

ti entrano in corpo senza che tu

nemmeno per un attimo

sappia da dove vengono.

Ci sono profumi persi

in quella mappa incontrollabile

che arrivano da molto molto più lontano. Da un altrove tu.

Hanno resistito alla dimenticanza

alla sopraffazione di altre marcature

all’affannata rincorsa della catalogazione.

Dopo tutto

abbiamo magazzini inconsultabili

bacheche a cui ci affacciamo involontariamente

per un striscio olfattivo che  rompe gli argini

di quella falsa pulizia che altro non è che un rivestimento

alla nostra ansia di cadere in trabocchetti della paura

di perderci.

Ci sono tracce

nell’aria che ti cattura per attimi lunghissimi

e ti ritrovi  sulla banchina di una città lontana

miglia e miglia di ricordi che gridano con la voce di gabbiani

o ferri di rotaia e tu che finalmente vedi  chi è  chi

ha il volto di quelle tracce

di quel preciso istante in cui ritrovavi una porzione di te stesso.

9419 frecciargento-il primo treno per roma

Ci sono nelle  cose che uno vuol fare

segni, arrivano prima di ogni partenza

si annunciano senza dire una parola

o senza  disperderla tra tutte  le altre.

A volte capita, capita dico,

di sentire o di sentirsi sfiorati da qualcosa

un accenno, l’inizio di un gesto,  un minimo segnale.

9419 frecciargento

era un messaggio pieno, tutti quei numeri in fila

infilati senza spazio dentro la nostra storia.

Il primo treno per roma che fermava in tempo

sulla tabella di una marcia sempre fuori orario.

E la giornata era di festa, c’erano le primule e c’era persino il sole.

Tu dall’altra parte, controluce, al limite del binario

mi salutavi prima che il treno fosse stato annunciato.

E non aveva ritardo. Era una freccia argento.

Una freccia col pungolo e l’argento dentro

dritto dentro quella giornata

che ancora mi rivedo una poi un’altra e ancora una volta

dentro la testa mentre viaggio verso la capitale rimozione

verso il capitolo che chiude la nostra storia.

Se la parola è luce

Ammon David Ar

“Se la luce è trasparenza a cosa serve questa patina dorata?”

Da Viola  di Natalia Castaldi

Se la parola è luce

è…

parola incantata
contusa consumata amata logora imbrattata
parola sgomberata fessa incanalata
nell’aorta scorre rifondendo
fuoco e ombra
quel rosso che ci accende e incenerisce

un po’ per volta

una vita dopo l’altra

.

f.f

http://poetarumsilva.wordpress.com/2010/03/12/viola/

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 78 other followers