tracce
by fernirosso
Valentina Brunello
…avevo seguito quell’odore
riconosciuto tra tutti gli altri che per strada
ti entrano in corpo senza che tu
nemmeno per un attimo
sappia da dove vengono.
Ci sono profumi persi
in quella mappa incontrollabile
che arrivano da molto molto più lontano. Da un altrove tu.
Hanno resistito alla dimenticanza
alla sopraffazione di altre marcature
all’affannata rincorsa della catalogazione.
Dopo tutto
abbiamo magazzini inconsultabili
bacheche a cui ci affacciamo involontariamente
per un striscio olfattivo che rompe gli argini
di quella falsa pulizia che altro non è che un rivestimento
alla nostra ansia di cadere in trabocchetti della paura
di perderci.
Ci sono tracce
nell’aria che ti cattura per attimi lunghissimi
e ti ritrovi sulla banchina di una città lontana
miglia e miglia di ricordi che gridano con la voce di gabbiani
o ferri di rotaia e tu che finalmente vedi chi è chi
ha il volto di quelle tracce
di quel preciso istante in cui ritrovavi una porzione di te stesso.


sembra un’altra persona a scrivere, anche se,tra le righe, affiora l’osservatrice di tutti gli altri testi che ho letto.fabio
che bella scrittura, ti porta per mano fino al punto in cui devi guardare in te. Sapessi dove mi hai portato?Erano molti anni che non ci pensavo. Giulia
non ero sicura, camminando con te, di riuscire a salvarmi dai ricordi,vengono dal profondo portando anche ciò che non si vorrebbe. Oggi ho rivissuto un momento particolare della mia vita, ma non è stato duro l’incontro,ma una specie di medicamento.Grazie, Sara
ho letto il testo ed i commenti
le tue “tracce” sono incontri che facciamo con noi stessi, con i nostri limiti, con la paura di perderci nella visione di un preciso istante
presente o futuro arriverà il momento che saremo liberi, a colloquio con nostro intimo sentire le relazioni, il tempo, i luoghi
forse preesistenti ad un treno che pensiamo “passato”
ciao Fernanda
emozionante,il volto di quelle tracce. Tutta,un nutrimento materico. grazie,Agnès.
grazie Agnese.f