oggi è passato

oggi

è un vicolo       il vento che mi ha attraversato

il sorriso di quella donna mezza

nuda  sul muro dove passato

il varco di Porta Portello i ragazzi le strappano di dosso la carta del pube

prima di entrare nelle aule dell’università o accasarsi

lungo l’argine per un giorno di attesa.

Lei sta lì ancora un po’ come una una carta vecchia e forse

spera che il vento la porti lontano magari in faccia al mare

per farsi spogliare di più tra un mulinello di onde e un abbozzo di luna

dimenticatasi che giorno è    e che è giorno fatto.

Che fortuna sarebbe     morire così     spogliati dal caso

sfogliati nel racconto di un sogno scappato da casa e non starsene

come uno straccio vecchio pieno di nodi

da sgroppare dal peso del  ricordo di ieri fiorito di bianco e di nero

cavo come una mano vuota  il sorriso di una bocca sdentata

il saluto di qualcuno che sai bene non vedrai più ma

ti dice arrivederci scalzando la sorte che  legge lontano

la somma delle ore  ancora  a portata di mano.

Oggi è una disdetta di appuntamenti    tutti gli appuntamenti

con ieri e domani     oggi non ha più l’orologio dentro la bocca

non ha sentieri  l’orgoglio  né itinerari   e

tutto cancelli

solleva  il mignolo contro quel muro di carta contro quei segni fatti di sogni