oggi è passato
by fernirosso
oggi
è un vicolo il vento che mi ha attraversato
il sorriso di quella donna mezza
nuda sul muro dove passato
il varco di Porta Portello i ragazzi le strappano di dosso la carta del pube
prima di entrare nelle aule dell’università o accasarsi
lungo l’argine per un giorno di attesa.
Lei sta lì ancora un po’ come una una carta vecchia e forse
spera che il vento la porti lontano magari in faccia al mare
per farsi spogliare di più tra un mulinello di onde e un abbozzo di luna
dimenticatasi che giorno è e che è giorno fatto.
Che fortuna sarebbe morire così spogliati dal caso
sfogliati nel racconto di un sogno scappato da casa e non starsene
come uno straccio vecchio pieno di nodi
da sgroppare dal peso del ricordo di ieri fiorito di bianco e di nero
cavo come una mano vuota il sorriso di una bocca sdentata
il saluto di qualcuno che sai bene non vedrai più ma
ti dice arrivederci scalzando la sorte che legge lontano
la somma delle ore ancora a portata di mano.
Oggi è una disdetta di appuntamenti tutti gli appuntamenti
con ieri e domani oggi non ha più l’orologio dentro la bocca
non ha sentieri l’orgoglio né itinerari e
tutto cancelli
solleva il mignolo contro quel muro di carta contro quei segni fatti di sogni

un abbraccio di vento e ancora nebbia da questi vicoli di delta,,,sempre brava a figurare immagini vive e reali e renderle poesia
ciao ferni
l’ho riletta ed oggi mi è proprio piaciuta
ciao Fernanda
Ciao Cristina, anche qui,nebbia…il tempo non riesce a risolvere le ultima disequazioni dell’inverno e le mie ossa ne stanno risentendo.Il fiume come sta? Vederlo così mal ridottto fino alla foce è stato come vedere infilzare la carne di tanta gente, terra martoriata dal consumismo e da una falsa tutela. Un abbraccio,ferni
un modo di scrivere che mi ha affascinato, in tutte le sfaccettature che mostra senza risultare inaccessibile. Una poesia che a volte sembra leggera ma che ha sempre, a mio parere, degli affondi molto pungenti, sui quali riflettere a lungo.
marzia
i ragazzi le strappano di dosso la carta del pube
prima di entrare nelle aule dell’università o accasarsi
lungo l’argine per un giorno di attesa.
Lei sta lì ancora un po’ come una una carta vecchia e forse
spera che il vento la porti lontano magari in faccia al mare
per farsi spogliare di più tra un mulinello di onde e un abbozzo di luna
dimenticatasi che giorno è e che è giorno fatto.
Che fortuna sarebbe morire così spogliati dal caso
sfogliati nel racconto di un sogno scappato da casa e non starsene
come uno straccio vecchio pieno di nodi
Oggi per strada ho capito quello che avevo letto, l’ho riletto dentro di me e mi è piaciuta tanto.
Corrado
E’ come se avessi almeno due anime qui dentro, no, di più, e le abitassi tutte insieme mostrandone agli altri solo una piccola parte, da finestrelle piene di luce. Bella poesia anche se , mi pare, abbia un fondo amaro.Giuly
Che fortuna sarebbe morire così spogliati dal caso
sfogliati nel racconto di un sogno scappato da casa e non starsene
come uno straccio vecchio pieno di nodi
da sgroppare dal peso del ricordo di ieri fiorito di bianco e di nero
cavo come una mano vuota il sorriso di una bocca sdentata
il saluto di qualcuno che sai bene non vedrai più ma
ti dice arrivederci scalzando la sorte che legge lontano
la somma delle ore ancora a portata di mano.
SI, CI LASCIO LA FIRMA, SE E’ COSI!
francesco
Grazie a tutti per ogni considerazione e rilettura.E’ bello andare insieme al…mare.ferni