è così vasto il mare
ancora la nebbia sui colli Euganei
che dalle isole preme fino alle sorgenti
di questi filari di silenzio e balze di mutabile bellezza.
Lo si vede arrivare da luoghi lontanissimi
questo mare e farsi amaranto
un manto di luce precisa dalla foce del sole
e hanno un suono questi boschi
dove crepitano in falò i legni della luna
si arricciano i castagni e nei camini i gufi fanno casa
accerchiando la notte dentro i loro grandi occhi .
Poi cede
s’immerge in rivoli d’acqua invisibili tra le rive del giorno
e gli affollati pendii fatti di richiami
annoda ai nidi la corsa delle lepri
il rigoglioso crescere delle erbe al pascolo dei cinghiali.
L’uomo sta in casa pigro aspetta che più tenera
si faccia la scorza dei prati più mite il sentiero seminato dal sole.




