Ma sei sicura di stare in cielo?

 

Tu mi parli

di cielo, ma non lo sai, bella, che oltre me e te qui

in fondo al niente della terra

non nel mezzo del nulla , in quello che chiami cielo

qui, mani e piedi legati, dentro i cadaveri da cui fioriscono i tuoi prati,

qui c’è tutto, il mondo e non c’è

niente che conti davvero, niente che ci salvi.

Tutto      sprofondo   l’orizzonte è solo

un panorama per gente che scappa   in fuga scopa  tutti

i vincoli che ci dicono ogni momento

che è  guerra in unico continuo atto  sempre

in ogni millesimo del corpo

terra del male e di questa terra

che si consuma a girare e girare

gironzolare facendo la coda con tutti gli altri

pianeti  in un buco, di pensiero  un vuoto di creazione   in una catastrofe

di esercizio e disequilibrio. Granai tutti i nostri gesti

la fatica di nutrirci  per cadere dentro

dentro, ancora più dentro il corpo di questo corpo

un ammasso di cose che hanno perso storie e nome

che hanno portato noi ad essere due

ad essere milioni di due per farne altri

disgraziati come noi.

Scontrini    anche i nostri

i poliedrici nostri  incontri, arti che si fanno altri

e si consumano

innestandosi fra loro.