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(ap)punti dall'arte

da che parte

C.Bravo

sta il mondo e in che ordine sto

io  nel mondo

se posso e come  riconosco l’ordine delle cose  della natura del tempo?

Quanto lontana è la mia sorte conosciuta

per caso persa in qualche piegatura della carta

o angolo della casa o sulla cima degli alberi

passando da un qui ad un altro

qualunque altro

posto sulla mia strada.

Dove stanno le cose dentro le parole o vice-

versa il finito in tutto ciò che in esse è grande  e

-levato disgrega sfinisce il con-

tenuto a viva forza là dentro e in noi

ammutoliti irrimediabilmente

trascorre.

Un buco

Desiree Dolron-Gaze

Sì, è così, è
da qualche parte e
c’è sempre un buco in ogni storia
è da lì che scappa l’amore
che spacca la carne la storia
è da quel fondo che scappiamo tutti
perché l’amore pesa e ci rompe
non ci da’ tregua
ci scarnifica ci toglie fino alla fine
il movente
è per questo che s’inventa l’amore
una storia che s’impianta
s’incastra dentro le ossa e tra i pensieri
si rigonfia
ci segna l’amore e non ci fiorisce che chi-
odi anche se poi tutto
assomiglia a tutto quanto è resto
e non c’è storia che non abbia la stessa ruggine
deposta sul ferro di quel buco cor-
roso da amore in una cassa di pino verde
da cui senti ancora l’odore
di quel bosco praticato cento e mille volte
ancora perso in un atto di cordoglio
in una candida ignoranza.
Sì, è così c’è un buco
una cava del sangue
un fiore di coscienza che avvizzisce in un attimo.
Un attimo, basta quell’attimo soltanto quando tu, girata la testa
sporca mortale
antichissima esci dal giardino
dimentichi l’albero la mela il succo
di un’estate dentro l’estasi che piano
come un piano ancora più antico, come una trama profonda
ti prende e ti porta altrove
a covare altre storie
altre storie altro amore
nascosto oltre la tua fronte
e dietro, sempre

dietro le spalle.

Di passaggio

tina terzariol- bolivia

attraversa la notte la luna un raggio alla volta

tra i tanti cieli passa negli uomini i suoi aghi

la morte ricuce il dolore dei vuoti sfilando dall’oscurità

dalle sue fitte radici        i sensi.

.

Tra la notte e la tua tomba

camminano gli uomini tutti

nell’ombra e zoppi senza più un sogno che sorregga il loro passaggio.

Passano gli uomini cantando canzoni di guerra

.

Nella rete delle loro voci avvolgono strade

dei animali intere foreste le case del mistero

dimenticano gli uomini

che hanno calzari leggeri

.
per risalire le sponde della notte

per scendere lungo le profondità della loro storia

un miscuglio di anime e fanghiglia

una boscaglia di braccia sollevate
.

contro i semi dell’aurora

mai logora abbastanza

mai dolente a sufficienza

per queste ombre  senza più giorni

che fustigano altre ombre  per rimuovere dal caos il futuro

.

Giorni sepolti dentro uomini che non sentono

non attraversano il crepuscolo delle loro vite

Uomini che non sanno a che punto fiorirà

la loro prima alba sul ramo della vita.

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