da che parte
by fernirosso
C.Bravo
sta il mondo e in che ordine sto
io nel mondo
se posso e come riconosco l’ordine delle cose della natura del tempo?
Quanto lontana è la mia sorte conosciuta
per caso persa in qualche piegatura della carta
o angolo della casa o sulla cima degli alberi
passando da un qui ad un altro
qualunque altro
posto sulla mia strada.
Dove stanno le cose dentro le parole o vice-
versa il finito in tutto ciò che in esse è grande e
-levato disgrega sfinisce il con-
tenuto a viva forza là dentro e in noi
ammutoliti irrimediabilmente
trascorre.

la cesura,quasi un taglio cesareo della parola, che partorisce un nuovo essere, ferendo la madre e portando in sé un nuovo senso. Mi piace molto questo modo di scrivere, impegna e rallenta la corsa della lettura, chiama chi scorre sulle parole a dare loro una pienezza diversa, da ricercare in se stessi. Rachele
sto lavorando da un po’ di tempo su questo, sto cercando di trovare il seme vivo dentro i segni…ma ho anche paura che sia un lavoro del vento. Grazie,ferni
non so se è causato dalle votazioni appena concluse, ma io ci leggo uno sconforto e un’amarezza per quanto non viene riconosciuto dello sfacelo attuale che collimano con quanto sento e vedo intorno a me.
Grimaldi
ci sta, sì, anche questa osservazione. Sono infatti molto rattristata dagli esiti.f
in ogni tuo testo trovo sempre il dialogo, anche quando sembra che non ci sia niente intorno se non la parola, le parle sono la tua altruità dialogante. E’ come se sempre qualcuno ti accompagnasse.Ciao ferni,seba
penso che il corpo sostanziale sia proprio questo:il dialogo, che si esprime in un esile spazio, un breve tempo, quello tra le righe. Ciao Seba,ferni