Di passaggio
by fernirosso
tina terzariol- bolivia
attraversa la notte la luna un raggio alla volta
tra i tanti cieli passa negli uomini i suoi aghi
la morte ricuce il dolore dei vuoti sfilando dall’oscurità
dalle sue fitte radici i sensi.
.
Tra la notte e la tua tomba
camminano gli uomini tutti
nell’ombra e zoppi senza più un sogno che sorregga il loro passaggio.
Passano gli uomini cantando canzoni di guerra
.
Nella rete delle loro voci avvolgono strade
dei animali intere foreste le case del mistero
dimenticano gli uomini
che hanno calzari leggeri
.
per risalire le sponde della notte
per scendere lungo le profondità della loro storia
un miscuglio di anime e fanghiglia
una boscaglia di braccia sollevate
.
contro i semi dell’aurora
mai logora abbastanza
mai dolente a sufficienza
per queste ombre senza più giorni
che fustigano altre ombre per rimuovere dal caos il futuro
.
Giorni sepolti dentro uomini che non sentono
non attraversano il crepuscolo delle loro vite
Uomini che non sanno a che punto fiorirà
la loro prima alba sul ramo della vita.


ma sei più prolifica di Blumy a 15/20 anni, che scriveva in qualunque posto si trovasse, dosso di collina, anfratto marino, balcone appeso alle corde del cielo … :)
scrivo dove capita, poi riunisco qui, nel block notes, finché riesco a tenere l’inchiostro nella cartuccia. Ma ho ormai un netto presentimento, la parola è solo un imbroglio, un ingombro e uno sgombero dal mondo, è sempre una contra(f)fat(t)a “soluzione” della vita e vorrei abbandonarla, disfacendomene,come una cosa che non è nemmeno un’ombra .Ciao Blumy,f
la parola può imbrogliare, essere ingombrante, anche un modo per mettersi da parte, rispetto al mondo.
sarà per questo che viene immediato il bisogno di disfarsene, su fogli o scogli o ripostigli, dove scrivere, lasciando il detto per ri-fare, subito dopo…
ciao, ferni!
Ciao Api? Come sono felice di sentirti! Sì, è anche come dici tu, un modo per mettersi da parte, in qualche modo accerchiandolo, il mondo, in un modo abbastanza e sempre elementare! La parola come quelle costruzioni dei bambini, per quanto complesse siano le articolate costruzioni, sono sempre sul punto di cadere e stanno in equi-libr(i)o per miracolo! Un bacio,ferni
Nella rete delle loro voci avvolgono strade
dei animali intere foreste le case del mistero
dimenticano gli uomini
che hanno calzari leggeri
.
per risalire le sponde della notte
per scendere lungo le profondità della loro storia
un miscuglio di anime e fanghiglia
una boscaglia di braccia sollevate
.
contro i semi dell’aurora
mai logora abbastanza
mai dolente a sufficienza
per queste ombre senza più giorni
che fustigano altre ombre per rimuovere dal caos il futuro
trovo questa parte del testo una sintesi perfetta della vita, di questa vita contemporanea allo sfacelo. Bellissimo testo. Rachele