aprile ai venti quelle cinque finestre
by fernirosso
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che si senta finalmente la voce! La verginità sta nel giorno
che ogni giorno rinasce sta nella notte che ogni notte in noi approda.
Apri il tuo occhio e spalanca la porta
non c’è là fuori un nemico.
Sta dietro quel muro che sfoggi come un viso
il tuo volto precluso a te stesso.
Aprile ai venti quelle cinque mandate
del tuo immenso lascia che scorra in tutti i veicoli
del cielo lascia che entri una risposta alla tua sete
una fraterna umanità che sta ancora reclusa
nei campi non sta lontano il grano dal papavero
il fiordaliso non nasconde il suo profondo all’azzurro di tutte le altre erbe
la messe è una sola la mensa è dove siede l’uomo insieme ad ogni altro
essere di questa sfera che si arrotola nel cosmo.
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“…Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario…” lettera ai figli di Ernesto Che Guevara.


Mi passano per la testa i tuoi stessi pensieri, in questa mattina di memoria, troppo spesso smarrita, in questa Italia che non si desta. Bellissima! Grazie.
a quanto pare in noi scorrono le stesse acque! Gli stessi florilegi del vento e la casa sta sulla soglia di quel grande (a)mare. Ciao Silvana.f
ciao, ferni.
Ciao Blumy! Hai fatto tana e ora ti sei liberata? Bacio,ferni