tu c’eri ancora

by fernirosso

stavi appeso come una lettera corsiva

anche se forse sarebbe più opportuno dire c o r s a r a

sul filo della mia scrittura segreta.

Stavi proprio sulla cima, quel punto di traverso

lanciato su una i sfuggita sulla riga dell’inizio.

Stavi come la punta della mia matita 2 hb

quella che tengo per rimorchiare i sogni

dentro l’inquietudine dei disegni

mentre vagabondo tra una retta e le tante parallele che mi portano

altrove sempre da un’altra parte rispetto quell’ angusta depressione

che mi sbuca dall’incavo della mano  e ha forma di un nano

in prigione: tu, che conosco così bene

che sollevo dentro il bicchiere come un caché messo in ammollo

poco prima dell’esplosione dei pensieri. I miei terribili cortocircuiti

a cui non davi tanto peso tu

campione di giocate e serate eterne dentro le care case degli altri

tu che chissà che altro eri. Io? Ti ho passato, ho passato la mano e

ti ho cancellato. Sei un annacquato pomeriggio di una vita lontana

vista di scorcio da qui, da questo PV segnato sulla carta a bassa grammatura

perchè il disegno vale poco e l’organizzazione dei percorsi

solo un breve studio senza conseguenze.

Non c’era da vedere la luna e farla a fette

le strade e la febbre che ti hanno portato qui

in questo ingobbio di bianchi e di neri

è solo un caso fortuito

un incidente della gelatina del film rovesciatasi

sotto i polpastrelli e tutto ciò che sembrava una festa

s’è cambiato in tempesta.

.

eugenio leonetti- dopo la morte