Qualche volta
by fernirosso
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mentre tieni la finestra aperta
capita che si affacci qualcosa
qualcosa che non stavi aspettando
e
non ha la faccia di qualcuno che conosci
non ha il volto di nessuno in particolare
non ha una forma precisa
eppure vedi, tu lo vedi che è qualcuno
e lo aspettavi da tempo
lo senti riesci quasi a toccarlo per quanto è vicino
perchè ha un corpo quella sua invisibilità
e riesce a catturarti senza che tu opponga alcuna resistenza
tu senti
sei immerso nell’acqua di qualcosa
che avevi chiamato con un nome preciso
lo avevi chiamato amore
ma tanto tanto tempo fa
quando riuscivi a sognarne il volto
quando riuscivi ad ospitarlo dentro di te.
Ora sei tu
dentro quell’involucro invisibile
come in una bolla d’aria o acqua leggerissima
una pioggia che scrive intorno al corpo le parole
che non avevi mai raccolto
e fluttui e senti
sfiorano la tua bocca
come quel bacio
quel bacio che avevi tanto atteso
che avevi desiderato sempre e ancora oggi
dopo tanti baci lasciati sempre altrove
in luoghi dimenticati che hanno coltivato in te l’ oscurità
che non ti ha più abbandonato
tu in quell’acqua
ora vorresti annegarci
perchè è così chiaro il fondo
e il suo corpo è il tuo
e tu ci stai senza più peso
immerso come una luce dentro tutte le profondità

il film:bellissimo, da non perdere.
Il tuo testo, ancora una volta ricco, una semplicità che è solo apparente, proprio come quello che ci capita nella vita.silvia
grazie,grazie,felice di ritrovarvi da queste parti,mi siete mancate carissime Silvia e Giovanna. Spero che tutto si sia risolto (la salute soprattutto, non solo il pc)f
in sintonia, questa è proprio in affinità con quanto anch’io sento oggi, rispetto alla memoria e al presente.Gian.
lieta che sia così.grazie.f
che bella che bella che bella.BELLA! Me la sono letta non so quante volte e ogni volta ho ascoltato quel bellissimo pezzo di chitarra.Che dirti? Mi mancava proprio la tua parola.Grazie ferni.Marzia C
una sola cosa: bellissimo testo.L’ho fatto mio, insieme alla musica.Adesso la ascolterò fino alla consumazione del tasto. seba
chi si rivede? Bentornato Seba! Grazie per la visita.bella vero? Anche a me piace moltissimo,come anche il film,davvero molto bello.f
Bellissimo testo, Ferni, è da un po’ che mancavo, il mio pc è andato in riparazione e anche io ho avuto qualche problema di salute,ma queste tue parole mi riconciliano con la vita,aprono la porta a quanto ci vine incontro,grazie per tutto questo.Giovanna
io non ho ascoltato la musica, sono scivolata lungo le parole perchè mi è sembrato tutto un sogno, come ogni tanto ci appaiono, non cercati, non voluti, lì, nel nostro piccolo universo onirico e mi è parsa malinconica e triste, nonostante tutto.
che film è, ferni? è una culla, questa musica, un giardino.
E’la vera storia di un 73enne (Una storia vera) che vuole andare a trovare suo fratello, con cui non ha mai avuto un grande rapporto. Alvin, è il fratello che si mette in viaggio sul suo tagliaerba, un piccolo trattore, intenzione che crea molta angoscia alla figlia, Rose. Ma Alvin non cambia idea. Il viaggio non è facile, la strada davvero lunga, da un punto all’altro dell’America, soprattutto a bordo di quel trattorino.Dall’Iowa al Wisconsin, non è una passeggiata.Durante il viaggio sono numerosi gli incontri, anche divertenti o strani che permettono ad Alvin di farsi conoscere a noi che ci spostiamo con lui. Richard Farnsworth (attore della vecchia guardia, ha recitato in molti film che hanno fatto epoca: Il fiume rosso, Il selvaggio, Spartacus, I cowboys), gli da’ una particolare carica emotiva. E’un film che resta e dice molto,usando un linguaggio efficacemente semplice, senza battute inutili e senza parolacce. Le immagini di questo spezzone appartengono alla parte conclusiva del film.
Ciao Blumy.f
il film l’ho visto, sì, adesso lo ricordo, ma la musica la vorrei in mp3 o in midi. è bellissima.
per Blumy
http://blog.kirkebykvalitet.com/wp-content/uploads/2009/08/Straight-Story-Roses-Theme.mp3
E’ sempre così Fernanda. E’ il divino che s’affaccia nella nostra vita, che dà un segno. Ci sorprende. Perché volgiamo lo sguardo all’ombra che pesa di più della luce e dimentichiamo che non lo splendore abbaglia, ma l’oscurità. Così non l’attendiamo. Eppure è solo piccola parte di noi, non la più importante. Significativa solo perché serve da sfondo alla nitidezza di quel “qualche volta”. Ti abbraccio
E ricambio il dono.
COMETE
A Saffo a Emily D. a Sylvia P. ad Anne S.
Illusione è veleno sottile
stilema dell’anima – sorriso alla notte
che il buio stupisce e scolora.
Il cromo emana luce e le biacche
riflettono in mille bagliori
un sole andato in frantumi.
Terre di Siena assorbono come ramarri
impazziti i tentennamenti dell’Es –
Stelle congiunte si danno la mano
nel cosmo e silenzi – silenzi
si tingono d’acqua.
Le poetesse – sole come comete –
volvono versi stilati col sangue
- ghiaccio fuso –
Saldiamo col fuoco le sillabe
ustioni d’aceto e catrame
illuse cerchiamo risposte –
illuse parliamo
sole – a noi stesse –
un monologo quieto
come la quieta follia di Ofelia
(C) Francesca Diano 1986
Ancora ti ringrazio, è come avere l’una dell’altra un pezzo, come facevano un tempo gli amici che stavano distanti e quando si ritrovavano, anche a distanza di molti anni riunivano- Di nuovo un nuovo abbraccio,ferni
Sì, a volte è una distanza che a volte dura molte vite. Ma quando il tempo è giunto, ci si rimette in pari. A presto