A colloquio con la sete

by fernirosso

Ora, solo ora

tu mi hai detto:  – Il dolore non è

che noi stessi.

E’ la modalità con cui non

accogliamo la vita.

Nulla è in equilibro. Tutto  è  inquieto.

Ogni elemento con  forza corre

concorre  a rendere la vita ciò che è: energia. Non

esistono categorie in natura

tutto ha una carica che travolge.

Noi stessi l’abbiamo

una  forza identica a quella del mare

governata dal battito dei pianeti fino a quello del cuore

ma è nel sangue

sangue che spargiamo ovunque

che la soffochiamo

a favore di impossibili  certezze.

Noi  non possiamo

costruirne nessuna. Illusione o nascondimento: questo è

ogni parola

l’ombra di ogni realtà nemmeno il fruscio di qualunque verità .

C’è molto  dolore tra gli uomini che di questo loro male

infettano ogni luogo

ma c’è quotidianamente,

un dolore a basso voltaggio sempre presente, in qualcuno di noi.

E’ quel dolore

che ti preme dentro

che ti tiene all’erta e vigile e

in ascolto grazie al quale la vita

si lascia toccare. La scrittura, quando nasce dal profondo di sé,

è come un secchio

in cui quel dolore si fa acqua da bere.