A colloquio con la sete
by fernirosso
Ora, solo ora
tu mi hai detto: – Il dolore non è
che noi stessi.
E’ la modalità con cui non
accogliamo la vita.
Nulla è in equilibro. Tutto è inquieto.
Ogni elemento con forza corre
concorre a rendere la vita ciò che è: energia. Non
esistono categorie in natura
tutto ha una carica che travolge.
Noi stessi l’abbiamo
una forza identica a quella del mare
governata dal battito dei pianeti fino a quello del cuore
ma è nel sangue
sangue che spargiamo ovunque
che la soffochiamo
a favore di impossibili certezze.
Noi non possiamo
costruirne nessuna. Illusione o nascondimento: questo è
ogni parola
l’ombra di ogni realtà nemmeno il fruscio di qualunque verità .
C’è molto dolore tra gli uomini che di questo loro male
infettano ogni luogo
ma c’è quotidianamente,
un dolore a basso voltaggio sempre presente, in qualcuno di noi.
E’ quel dolore
che ti preme dentro
che ti tiene all’erta e vigile e
in ascolto grazie al quale la vita
si lascia toccare. La scrittura, quando nasce dal profondo di sé,
è come un secchio
in cui quel dolore si fa acqua da bere.

quando si dice che le cose che desideri davvero arrivano: questa ne è la dimostrazione. Grazie, sembra che tu l’abbia scritta per me.jacopo
lo penso anch’io Jacopo, ormai è successo molte volte.f
scrivo qui, invece che lasciare dovunque un segno, tu ne hai lasciati di profondissimi in me.Grazie.Gianmario L.
grazie a te Gian.
questa può solo piacere
ringrazio ma…sto di guardia.f
quella chiusura, ferni…le braccia aperte pronte a stringere chi ti legge. di vita.
ti ringrazio, a.
So che tu hai sentito il secchio immergersi, l’acqua e la corrente,la tensione e il bene con chiarezza, oltre la grata del male. Ti abbraccio,f
penso anch’io che sia così.Bello sentire di condividere con qualcuno che non si conosce realmente, bello sapere che esiste un luogo in cui si può incontrare l’altro .Fabio
condivido. ciao a.
Ciao Antonella,grazie d’essere passata,mi ha fatto molto piacere incontrarti di nuovo.ferni