il vento dall’eremo

by fernirosso

Tim Simmons

scendeva in una corsa di silenzi.

Il Rua come una ruota

che gira chiusa dentro mura invalicabili.

Non c’erano preghiere che si sollevavano dalle celle

e i rari uccelli che a cerchi misuravano le prede

nel bosco dietro casa sembravano voler indugiare

come se quelle tangenze avessero la soluzione al circolo chiuso

delle vite dei monaci o fossero gorghi nelle correnti aeree che li mantenevano

in alto nel grande libro dei  fluidi. Un occhio a terra dentro un mirino invisibile

e il corpo lassù in larghi cerchi con le ali aperte distese sopra la mia testa

persa a guardarli senza pensare e senza rincorrerli.

Il monastero immobile

conficcato dentro quel paese di fantasmi e  sassi

immerso in un indicibile silenzio

una clausura vissuta in cinque  fratelli ma ciascuno in sé

come prescrive la regola.

Interrati

i monaci

con un occhio al cielo e un piede in terra

come in una fossa e le ali

altrove dove tutto è

presente e niente.