il vento dall’eremo
by fernirosso
Tim Simmons
scendeva in una corsa di silenzi.
Il Rua come una ruota
che gira chiusa dentro mura invalicabili.
Non c’erano preghiere che si sollevavano dalle celle
e i rari uccelli che a cerchi misuravano le prede
nel bosco dietro casa sembravano voler indugiare
come se quelle tangenze avessero la soluzione al circolo chiuso
delle vite dei monaci o fossero gorghi nelle correnti aeree che li mantenevano
in alto nel grande libro dei fluidi. Un occhio a terra dentro un mirino invisibile
e il corpo lassù in larghi cerchi con le ali aperte distese sopra la mia testa
persa a guardarli senza pensare e senza rincorrerli.
Il monastero immobile
conficcato dentro quel paese di fantasmi e sassi
immerso in un indicibile silenzio
una clausura vissuta in cinque fratelli ma ciascuno in sé
come prescrive la regola.
Interrati
i monaci
con un occhio al cielo e un piede in terra
come in una fossa e le ali
altrove dove tutto è
presente e niente.


cercavo i percorsi del monte Rua sui colli Euganei e ho trovato questo bellissimo testo.Offre il sapore di quei boschi di cui ho ricordi bellissimi.Ora ritorno, approfittando delle ferie.Adelaide O.
bello,molto bello,meditativo.L’ho riletto più volte.Grazie.
ci vado tutte le volte che posso, in bici.Posti in cui ti sembra di avere uno sguardo più ampio. Si arriva avedere venezia,chioggia e anche oltre se è limpido il cielo. bello anche in inverno,è un spaecie di paesaggio dell’anima credo. bruno
sono stato ospite all’eremo,per qualche goirno.Un silenzio completo.Il tempo sembra avere una dimensione inconcepibile per noi che corriamo misurandolo a parole. Bellissima esperienza per me.Mi piacerebbe tornarci.carlo rovelli
peccato che le donne siano escluse da quel paradiso.Ci sono stata e mi sarebbe piaciuto fare un ritiro.ma la clausura ammette solo gli uomini. Peccato.il posto è d’incanto
sentire la profondità del vento
grazie Fernanda per le emozioni visive che il testo ripercorre
l’emozione non è solo un fatto di memoria
Elina
Il monastero immobile
conficcato dentro quel paese di fantasmi e sassi
Non so di quale monastero si stia parlando in questo testo,ma la scrittura visualizza con immediatezza l’immagine che si ha quando se ne vede uno, anche da lontano.Gino
bel testo, dice molto parlando del convento,anche se a me pare che potrebbe essere ciascuno di noi un convento e i nostri pensieri i monaci.ciaooooo, donatella
non conosco il luogo, ma mi hai fatto desiderare di esserci.
[ho letto ferni. che dire? che vorrei scrivere come te le cose che attraverso di te sento mie, ma a me escono poco e male. ci sono legami espressivi che non saprei formulare. forse aveva ragione chi mi ha detto che ho più natura di critica che di creativa. so vedere il bello e il buono (anche il brutto) negli altri, ma da me non esce granché. ogni nuova lettura è un viaggio bellissimo, ma anche un brusco risveglio.
e tu: bravissima!]
http://bur.regione.veneto.it/resourcegallery/photos/47_Torreglia_Eremo%20Monte%20Rua_pd.jpg
questa è una bella immagine dell’eremo del monte Rua. La rua è la ruota in dialetto, era anche il simbolo dei Carraresi (un carro con 4 ruote stilizzato). Sono monaci camaldolesi. Si può entrare una volta al secolo,la prossima che ci si può passare io sono già …capace di vederlo da sola!Grazie a tutte. Grazie Lucy. Ma tu sai scrivere benissimo, e hai un dono che io non ho:l’ironia da me si fa tragedia. f
Ciao Elina,ma non vai la mare? Io ci scapperei se abitassi lì. Approfitta ora, poi il tempo cambia e…il mare s’incupisce. bacione,
sono andata sabato, la spiaggia presa d’assalto
l’acqua era calda e non molto pulita
Camilla mi dice che è molto più bello durante la settimana, la mano migliora giorno per giorno
la vedo serena
ciao Fernanda manda i tarli altrove per il loro pic nic
buona caccia allora
tu hai visto quanti mobili di vecchia data ho in casa…loro li apprezzano molto.Quelli nuovi invece non li considerano proprio,non c’è sostanza per loro. Ho dato antitarlo e devo tenere spalancato perché se ne vada l’odore.C’era scritto inodore ma in realtà la puzza c’è! Dunque facciamo la guardia. Ma domani andiamo sui colli a goderci il fresco e curare un po’ le piante (tutti in sicilia da quelle parti,dovevo andarci anch’io)Ciao,f
PS:oggi compleanno di Anna Maria,se riesco vorrei farle un piccolo pensiero in cartesensibili,ma…ora vedo se ce la faccio. f
Ringrazio tutti i nuovi lettori del blog,chiedo scusa se ho ritardato,ma ho ingaggiato una dura lotta con i tarli.Stanno facendo grandi pic nic con i miei mobili,soprattutto quelli della trisnonna.Si vede che amano i ciliegi intagliati! Grazie a tutti,a presto,ferni
ciao! TARLI? colpa di Tommy te li ha portati giù l’anno scorso dalla Val Visdende ! Adesso devi rimetterli in valigia e riportarli su non c’è altra soluzione. Baci Lorena
Tommaso è in Sardegna. Pietro è là da voi con “l’altra compagnia”.Valentina ancora al lavoro,io che divento matta con questi insetti invadenti.Non credo proprio che verremo.Devo anche dare il colore a casa. max una scappata in agosto.
molto bello questo testo,anche questo ricco,attento ai dettagli,capace di incunearsi dentro le piccole fratture dell’attimo, dove oscilla la fantasia e la meditazione,dove la vita e la morte stanno quasi immobili su un niente, una virgola forse,una virgola che non si vede.
grazie Christian,interessanti le tue riflessioni.f