indizi
by fernirosso
tim yankosky
un mondo di inizi
per miliardi di frammenti che s’incollano
gli uni agli altri
intanandosi in corpo il peso della vita
la lievità della morte
come se la moltiplicazione non avesse fine.
In fondo
nel veicolo dei raggi
il sole scrive un vicolo
certamente il vincolo per cui sul muro
d’ogni nostro appoggio inscrive l’ombra
e l’orbita di cui tutti siamo in parte viaggiatori.
Radente
oltre le pareti fredde
tra il qui e là tenuti discosti
dagli archi della sua rivoluzione
travasa in ciascuno una striscia di cielo
carico di azzurro. Scende diritto
ogni raggio apre una finestra nel mondo
negli abissi del sangue ordinando ciò che un caso
preciso
sembra lasciare alla rinfusa in un disordine compiuto e precipita
le sue eliche in un buio senza nome. Origàmi di gradini e ciottoli
d’ossi cunette tra grida che non lasciano scia
un’eco che ci richiami ancora e uno alla volta
noi: una moltitudine in quest’isola di ormeggi.




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Origàmi di gradini e ciottoli
d’ossi cunette tra grida che non lasciano scia
un’eco che ci richiami ancora e uno alla volta
noi: una moltitudine in quest’isola di ormeggi.
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Tutto il testo mi è piaciuto,ma particolarmente sento questa parte conclusiva vicino al mio modo di sentire la vita.Lisa
Un testo particolare, anche un po’ difficile,ma, mi sembra ci sia un sentiero,all’interno, e seguendo quello si giunge al centro della visione.Fanno riflettere le tue scritture ferni,ma vale la pena incamminarsi in noi stessi. Giuly
forse è come dici,ma non è molto difficile,intricata la dimensione della vita intrecciata e connessa strettamente con la morte? A presto Giuly.f
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