Ancorata e al largo
dentro c’è sempre una guerra
dal giorno in cui ci si allontana dalla casa
la nostra prima casa. Leggi il seguito di questo post »
dentro c’è sempre una guerra
dal giorno in cui ci si allontana dalla casa
la nostra prima casa. Leggi il seguito di questo post »
mal smart
rovesciate direttrici di spazio
a cui la vita si annoda si snoda
cronicamente si circuisce tradisce Leggi il seguito di questo post »
Richard Misrach- Monolake 2
che ci lascia sbigottiti.
Ci mantiene sulla soglia
senza potere mai Leggi il seguito di questo post »
artur przebindowski-cities
dietro la volontà di un dio
nel tuo deserto ogni miraggio ha luce di miracolo.
E non tenere in mano la stessa pietra Leggi il seguito di questo post »
aprire la vita
se il chiaro nella prima età
si è perso contro l’attimo Leggi il seguito di questo post »
non rimase ad aspettare che la tempesta le rovesciasse la vita.
Sentiva
senza guardarci dentro Leggi il seguito di questo post »
Erano passati quasi trent’anni.
Nessuno era riuscito a fermarla. Era partita.
Era partita senza dire una parola. Se ne era andata. Leggi il seguito di questo post »
(a)mar-te
mi guardo come si guarda un campo secco
e non faccio attenzione a tutti i pozzi
che sotto quella crosta ai margini del mondo Leggi il seguito di questo post »

in questa terra senza uguali
noi venti
soffiati dal recinto del buio nelle profondità della luce Leggi il seguito di questo post »
anne siems

Quanta
quanta ammirazione
per i nostri piccolissimi giocattoli
per i nostri ami da caccia
congegni di orologiai
che graffiano la pelle spessa della bestia
mentre mai esausta
corre lungo le piste del cosmo.
Quanto
quanto modeste
le nostre modestissime pupille
disegnano un cerchio attorno al sole fatuo delle loro ombre
nate da terreni cresciuti sopra le impronte dei miti
altri avviluppandone tra veleni e tossici da discarica
rifiuti di una umanità asserragliata nel tempo di un attimo.
Quanto
quanto dolore
per tutte quelle miniature di noi stessi
e le minute schegge
che da osso ad osso conficchiamo
ciascuno nell’altro se stesso.
Quanti
quanti angusti mercati
trattengono sui banchi il sangue del macello
in questa partita doppia che non ha mai doppiato la tragedia
non accorgendosi che anche il macellaio perde il suo
sangue che corre da corpo a corpo
in una sola vertebra di terra avvizzendo il fiore che tutti
ci terrebbe in vita. Noi siamo piccoli
frutti
solo frutti del seme antichi e sconosciuti
siamo pesi di un solo albero
lo stesso dove continuiamo a impiccarci
allievi di giuda.
Quante
quante trappole e tagliole
nelle parole costruite dai fabbri
per una incivile congregazione di falsari
gli attuali farisei che hanno ferri nei denti
e scrivono impianti di vulnerabili successioni
in un solo ramo del cuore
secco e disadorno non germoglia che l’ora della fine
in sacerdozi con la morte
assisa nel letto
cresciuta nella sacca dei vaccini
ventre della vacca d’oro
in cui ogni ora sfugge alla sua fatua semina.
Lo avevano pescato da poco
aggrovigliato nelle lingue
con il mare ancora dentro Leggi il seguito di questo post »
anne siems- looking back
Ti diedi un sogno
Era la mia agave incorrotta e tu scrivesti dentro quel frutto
io sono il volo irresistibile Leggi il seguito di questo post »
e ritorno nell’origine nel vortice della ferita che ride
per sentire
che in quel caos ci sono i suoni disegnati sulla pietra Leggi il seguito di questo post »
Vachagan Norazyan
e labile il vento
dei pensieri che la sfoglia
come una meridiana Leggi il seguito di questo post »