me ne stavo distesa

di fernirosso

sopra i legni del granaio

ad osservare i lenti ca(m)mini dei ragni e le peripezie delle formiche

ladre inconsapevoli e i loro furti di migli in grani.

Me ne stavo ore, secoli interi distesa in mezzo

a quel mare di granaglie

e credevo di stare in un ventriglio senza fine

in cui approdavo sempre dentro me stessa

e sulla riva un battello d’ombre mi faceva trovare

qualcuno che aveva ogni volta una forma diversa.

Era sole il mio opificio e la colonia di una pena

tramante storie

e traffici di creature che venivano da lontano

da dentro le cose con-cave

dalle guaine dei tendini

dalle tubature dell’acqua che mi scroscia dentro

avvolta nella conca del cielo

sparsosi per terra, in me, da antichi nubifragi.

.

Da MIGRATORIE NON SONO LE VIE DEGLI UCCELLI- Il Ponte del Sale Editore 2009

About these ads