è perché tutta la vita
by fernirosso
sol halabi
me le hanno strappate
le radici
e rotto il vaso
disperso i semi e frantumato quel pezzetto di terra
che credevo fossero i miei piedi
l’appoggio
l’albero l’ombra e la sostanza
di ciò che ancora non sapevo di essere.
Vento
il vento è
in me ciò che sono
è questo mondo
il modo in cui respiro
una terra immersa
nel varco del cosmo.


scusa fe, ma se uno volesse le tue cose a mo’ di libro?
spiegati meglio per favore.
Un libro è in circolazione, anche se migrante!
se guardi in questo link trovi ciò a cui mi riferisco.
http://cartesensibili.wordpress.com/?s=Migratorie+non+sono+le+vie+degli+uccelli
Tutti gli altri testi che si trovano qui, sono raccolti come in blocco notes, passibili di cambiamento,cancellazione rilavorazione in qualunque momento a me sembra il migliore.
Intendevo un libro librico. Sai? uno di quegli affari tutto a pagine che te tu ti vai sfogliando ad una ad una onde leggerne poesiole, scritti, tribolazioni dell’autore insomma e che suole esser esposto in certe vetrinette ad uso commerciale, specie in boulevards di città o paesello e che spesso nòmasi librerie.
Per ora può bastare?
Migratorie non sono le vie degli uccelli – Fernanda Ferraresso-Edizioni Il Ponte del Sale 2009.
Da POESIA-N.241- Crocetti Editore- Recensione di Fabio Simonelli

mi è piaciuta fin dalla prima battuta, mi riconosco,come credo dovrebbero riconoscersi molti altri e mi piace la chiusa, che non si piange addosso,ma trova nell’elemento senza radice l’essenza di tutte le cose, della vita stessa. grazie.mat
ringrazio per aver lasciato un indizio.ferni
Thanks. :)
non sono solita farmi pubblicità, provo vergogna ad essere in vetrina, come un animale da esposizione, una fiera da circo. Per quanto mi riguarda vivo quasi in clausura,non frequento i reading, i festival.L’unica cosa che continuo a mantenere, anche se spesso ho una gran voglia di chiuderlo è questo blocco notes.
E’ il piccolo prezzo da pagare. Diversamente dovresti fare come il vecchio Kavafis che scriveva le sue poesie e le impaginava lui stesso consegnandole in regalo solo ai pochi amici che riteneva degni. Ma quelli, si sa, erano altri tempi.
l’ho sempre fatto, ho regalato, e continuo a farlo, agli amici i testi di alcuni scritti dedicati a loro, nati dalla nostra amicizia, o altri nati da qualche evento vissuto insieme, o cose che a loro erano piaciute e mi hanno chiesto di tenere.Ho anche fatto raccolte che ho impaginato con immagini eseguite da me, quaderni che ho scritto insieme con altri autori e poi abbiamo diviso ciascuno un quaderno. Non è una novità, il libro è nato dopo molti anni e dopo che mi è stato proposto di pubblicarlo.Non ho pagato la pubblicazione come avviene sempre oggi,dando incremento allo sperpero di carta stampata, ed ero molto titubante comunque. Un testo, per me, non è mai concluso,oppure ognuno è un tassello di un testo che non riusciremo aleggere se non riusciremo a condensare in un solo vocabolo tutto per noi.
Mi ritrovo nel senso di privazione espresso nella prima parte, espresso direttamente e con grande equilibrio emotivo. La seconda parte… fa volare nel tuo vento, Ferni. dmk
generosa come chi sa cosa significa perdita. Un abbraccio,f
ferni una domanda:se volessi comprare il tuo libro (ne fai tanta pubblicità che lo scopro solo ora!)dove lo trova? In libreria? Facendo richiesta all’editore?Fammi sapere,vorrei anch’io migrare attraverso le tue mappe.Grazie per tutto quanto porti con gratuità.annamela
Per sicurezza rispondo che se scrivi alla casa editrice te lo inviano a casa.L’indirizzo è
ilpontedelsale@libero.it.
Oppure in rete in ibs libri,oppure in libreria,ma non so dirti con precisione tutte quelle a cui si appoggia la casa editrice.
Ciao e grazie.f
è difficile pensare che qualunque nostra privazione sia pari a quella di molte persone che vivono in condizioni di indigenza sin dall’infanzia, soffrono fame o malattie.Il nostro disagio è affettivo, è fatto di vuoto,ma,penso, non è comparabile a quello.
In ogni caso se questo testo non dice in forma personale lo sradicamento ma fa proprio quella della comunità umana allora penso sia da condividere in pieno la conclusione a cui giunge l’autore, apre alla condivisione della vita in toto.Ignazio
infatti il senso è quello.grazie Ignazio,f
penso di avere ancora e ne sono immensamente contenta un “appoggio”, ho l’albero maestro a cui aggrapparmi
ultimamente difendo il mio “albero madre” dalle intemperie
stamattina pensavo alla perdita, alla privazione affettiva appunto, al peso specifico che questa produca
e salto alla conclusione del testo che resta, a volte, non comprensibile (vivibile, sperimentabile)
ciao Fernanda
E’ un po’ sibillina la parte finale, ma in questo modo resta la possibilità a ciscuno di leggere secondo ” i propri specchi”. Ciao Elina,f