minimi

by fernirosso

Giorgioppi- modella sulla sedia

ambienti e spazi ridotti
una fermata del tram
una vecchia con gli occhiali  scuri di bulgari
sulla strada  una donna nera
in volto così seria da scardinare  i binari
fatica a parlare  italiano
e non sa come fare  un biglietto del metrò.
Le poche case rimaste   quelle di dieci o venti  anni fa
bianche     sotto un sole più pallido del solito
e un filtro d’aria che copre le storie del quartiere
sotto lo stesso indicibile rumore    sordo.
Quello che si vede è solo un indizio.
I luoghi
dove viviamo
frequentano il vuoto
che ci abita
ci debilita
ci trasferisce altrove da noi stessi.
C’è una foto gigante
campeggia a grandi dimensioni quasi all’incrocio.
C’è una camera da letto e lei
in mutande   di schiena guarda un paesaggio invernale.
Sono le 15 e trenta
di mercoledì quattro agosto.
Quasi trentasei gradi    afa
e lei tenta di aprire la finestra
di aprire dentro o verso di noi
quel suo inverno posticcio.
Ha una poltrona a fiori sotto le ginocchia
mentre in macchina qualcuno sfreccia
davanti a quella vista
stendendo un’altra
che attraversa con il verde la sua  strada