minimi
by fernirosso
Giorgioppi- modella sulla sedia
ambienti e spazi ridotti
una fermata del tram
una vecchia con gli occhiali scuri di bulgari
sulla strada una donna nera
in volto così seria da scardinare i binari
fatica a parlare italiano
e non sa come fare un biglietto del metrò.
Le poche case rimaste quelle di dieci o venti anni fa
bianche sotto un sole più pallido del solito
e un filtro d’aria che copre le storie del quartiere
sotto lo stesso indicibile rumore sordo.
Quello che si vede è solo un indizio.
I luoghi
dove viviamo
frequentano il vuoto
che ci abita
ci debilita
ci trasferisce altrove da noi stessi.
C’è una foto gigante
campeggia a grandi dimensioni quasi all’incrocio.
C’è una camera da letto e lei
in mutande di schiena guarda un paesaggio invernale.
Sono le 15 e trenta
di mercoledì quattro agosto.
Quasi trentasei gradi afa
e lei tenta di aprire la finestra
di aprire dentro o verso di noi
quel suo inverno posticcio.
Ha una poltrona a fiori sotto le ginocchia
mentre in macchina qualcuno sfreccia
davanti a quella vista
stendendo un’altra
che attraversa con il verde la sua strada


questa mi è piaciuta, guarda nelle cose di tutti i giorni con una nitidezza feroce.ciao ferni,grazie di tutto.
V.vera
ma sei tremenda! Sto ancora sistemando qua e là e tu sei già qui? Ma quando vai in ferie? O ci sei già? Si festeggia?Ciao piccola,f
Magari!Comincio il giorno sette. Ultimi preparativi per lasciare le consegne a chi resta.Pochi, ma buoni. Io scappo! Ci sentiamo.Bacio.
V.vera
uno spaccato quotidiano, fresco di stampa
piaciuto
Elina
succede questo tutti i giorni e sembra che si guardi la tv o si legga un fumetto.Il testo, mi pare, rispecchia l’indifferenza e anche la crudeltà di cui sembra ammalata la gente che non vede nessuno oltre se stessa.
Vero! Quanto è vero che succede così! Mi hanno tirato sotto qualche mese fa.Sono ancora tutto ammaccato e resterò col gesso ancora, perchè ho avuto fratture complesse. Che gente! Guardano dovunque e non la strada.
è cruda e vera, un pezzo di vita staccata da quella di ciascuno,purtroppo.quando la scrittura si fa capire da tutti e sentire chiara.franco