Se potessi con un pennello
by fernirosso
“Conta le mandorle
conta ciò che era amaro e ti teneva desto”
P. Celan
Se potessi con un pennello
dipingermi le palpebre
intingendo le setole nei cassetti del mondo
ogni giorno un colore diverso
ogni notte un pigmento
misurando i colpi di luce con la perla dell’ombretto
accorciando la distanza tra il profondo
e l’immenso del cosmo
mettendo una lente al tempo
.
Se potessi con l’occhio
aperto spalancarne la mandorla
dalla buccia di ogni sguardo varcando
la pietra le colonne della mente
mettendo le vele allo stupore.
.
Se potessi con il corpo
intero stare alla frontiera
della pelle subirei i naufragi di tutti i respiri
mi immergerei nell’acqua di quella creazione
assaporando i profumi di ogni luogo di ogni minuta parte.
.
Se potessi con mano toccare
la levigata porpora del sangue che scorre vero
vivo in questo animale magnifico
non predicherei come i patriarchi antichi della terra
ma leggerei ciò che l’universo i n t a t t o
p r e d i c e coniugando i verbali delle stelle
s p i e g a n d o all’infinito gli archivi del cosmo
di cui ognuno di noi è già il futuro
e in ogni istante raccoglierei le uova deposte tra le erbe e le acque
nel fuoco e nel vento in ogni minuscola presenza
in ciascun essere di sabbia o di roccia.
La prova.
Il domani dell’ esistere.

“mettendo una lente al tempo” e “mettendo le vele allo stupore”
due passaggi che inoltrano lo sguardo del lettore in una lunga e profonda visione
leggere è guardare, spalancare gli occhi su ciò che sta davanti e dentro l’occhio
un viaggio bellissimo questo testo
grazie
Elina
grazie Elina. Ancora sei a casa? Scappa al mare,scappa,scappa. Domani le stelle faranno dei gran tuffi! Vuoi perderle per caso?Bacio,f
ci sono stata sabato
stelle parlanti e fuochi d’artificio spumeggianti
una festa bellissima
“in ogni istante raccoglierei le uova deposte tra le erbe e le acque…”
tema di cosmo e universalità, oggi spesso lasciati cadere con nonchalance, quasi, mi pare, con “naturalezza” (e la cosa mi fa paura), con una disinvolta forma mentis, cosmo, naturalità e universalità qui ripresi a piene mani, con passione ardente e volontà felice.
Il verso:
“mettendo le vele allo stupore” mi ha trattenuta, tenuta incollata allo schermo; Per ciò che mi ha trasmesso, grazie.
non riesco ad allontanare quasi mai da me la percezione del cosmo, che vive in ogni parte intero,e non ha frammento scollegato mai.Questo mi supera, mi sazia in modo impareggiabile,e mi tiene così profondamente all’erta, vigile, di guardia nell’orlo dello sguardo,come un guado che tutti noi siamo chiamati a compiere.Ciao Daniela,ferni.