quando non sono in vena
by fernirosso
(a)mar-te
mi guardo come si guarda un campo secco
e non faccio attenzione a tutti i pozzi
che sotto quella crosta ai margini del mondo
è il cielo che diventa la mia pelle.
Dietro un convoglio di lunghi o modesti fili stesi
appesi alla mia testa come antenne eoliche
si agitano agli emisferi i miei pensieri
quelli di ieri e di oggi
tessuti che si strappano per la forza di oceani in continuo turbamento
e grandi predatori si adagiano sul fondo
spaccando con un solo colpo di coda la roccia dell’uguale.
Non c’è no
non c’è uguale
per mare o per terra
di questa microscopica foresta
fatta di setole che ovunque ricoprono come muschi
o licheni queste strade
vie che dico essere il mio corpo
dove persino la formica fatica
camminandomi attraverso.
Ma non è ancora questo
ciò che m’incanta del corpo
m’incatenano i fasci e i fascicoli dei tendini
le masse dei muscoli come grandi catene alpino himalayane
dorsali di pire che s’infiammano di moto
e producono il clima non solo in superficie ma giù
alle più incredibili profondità delle cellule
nelle catene dei cromosomi
o nelle ramificate ragnatele dell’elica vitale
come astronavi nelle nebulose del sangue
nelle quasar del sistema linfatico
terre emerse e sommerse
portale dei venti battute ripetute della pioggia il cantico dei cantici
della neve e del sole.
Quando non sono in vena e non so bene cosa sono
o che ci sto a fare in questa bufera d’imprecisione di ogni pensiero parola
da queste parti trovo la via diretta per scalarmi
per ritrovarmi alle più lontane equatorialità di un corpo che va
oltre me
proprio come navigassi luoghi
che non restano mai definitivi
che nessuno può
esplorare per intero.


Un mondo che non lascia barriere dentro e intorno.Un mondo continuo.E per fortuna che lo vedi quando non stai bene! Scherzi a parte è un bel viaggiare.Ciao Ferni. Annabelle
sì, proprio così,hai sentito bene.
penso sia davvero come dici.Di tutti i viaggi ciò che resta è quanto ci è venuto ad abitare mostrando chi siamo, come una chirurgia di estrazione.Seba
Ciao Sebastiano!Bentrovato.Il corpo, il mondo di una persona, quella di una comunità, il corpo terrestre:ho davvero difficoltà a sentire dove sta il limite e,nello stesso tempo, ho difficoltà a volerlo, il limite.Mi pare che tutto, persino le parole che adoperiamo come selci,ancora oggi, ci facciano restare nella preistoria della relazione con l’universo,perchè ci perdiamo in queste traiettorie molto piccole,credendo d’essere onnipotenti,quando invece in un attimo,puf, tutto è dall’altra parte di questa soglia.f
ma sai che funziona la tua cura? Grazie.ada
Un piacere, è meglio di una medicina,anzi,abbiamo in noi i medicamenti. A presto.f
la mente produce oggetti che sono come la lente di un cristallo,davanti e dietro possiamo metere ciò che più ci aggrada,in assoluta libertà.