follemente pura

by fernirosso

© DINO VALLS

umanamente santa
la vita trascende il delirio quotidiano
fatto di guerre dentro la madia
nel ventre della creazione
dove il cielo dispensa le ore
e gli uomini si esercitano a duellare
anche solo appuntendo gli stili delle loro penne.
E non c’è volo in alto
che non sia quello dei pensieri
ingabbiati dentro un corpo che non sa che vivere
dalla prima all’ultima ora.
Verticale la paura spacca il ciocco delle ossa
si fa lama nella luce
fredda è la nostra assoluta ignoranza
e tagliente.
Nessuno si appartiene se non per un attimo
mentre  accarezza la fronte e  solleva un istante
l’avidità del sole  con la mano    cieca  fortezza.
Attitudine al congedo: questo è l’esercizio
pratica della vi(s)ta
per un corpo  spezzato  in-capace
se non nella misura di quel piccolo globo cresciutogli in fronte
e fonte a sua volta inconsapevole dell’inganno:
nemmeno un filo d’erba nel prontuario di ogni giorno.
Catene e prigioni nei doppi luoghi
comuni       di abitudini in cui ci accas(c)iamo scaltri
staccando il presente dal sentire allargando un falso patrimonio
di memorie manomesse
blasfema voglia di sangue
qualunque sia il cammino di una storia fatta di pietre
uomini accidentali scagliati dalle stesse furie di era in era.
Il corpo resta
alla fine del viaggio
pe(r)so in questo gorgo
di creature e cose
animali e terra e cielo
voci luci
scosse          da qualche lievissimo fremito
da un buio allo stesso istante in cui il buio si propaga
perenne.
Le lingue leccano        parole da consumo
meno di farina e latte
attorcigliano le serpi dell’angoscia che perdura
facendone canestri di rovine
mentre il fuoco si fa aria
nelle gabbie dei corpi
nell’incombusto del cuore
che apre  finalmente i suoi battenti all’ignoto