accade in ottobre ogni anno

by fernirosso

emilio merlina

e ancora continua in novembre

con la saga dei morti

seduto ormai sull’orlo

dove credi di bere il tuo caffè sul letto

di cui conosci a mena dito le gambe le curve le pieghe

conosci il ridosso del tuo osso

quando con dolore si appoggia

a quelle molle

ossa tenere  del letto   immobile sotto il tuo peso.

Strabordante male e  tu immobile

senza più la possibilità di stare sulle tue gambe    ci sei

tu    con la bocca ripiegata amaramente

il sorriso in(e)sistente  che con la lingua ti accarezzi

l’angolo tagliato tra le labbra sperando di sentirci scorrere

ancora un filo di rosso nel tuo bianco letto

d’ospedale aperto

sulla corsia del pronto soccorso

prenotato per una visita ad un’ora  non stabilita.

Aspettano

immobili sulla soglia di chi sa che è registrato

per un posto meno in vista    un luogo di passione

dove non servono più esami.

E tu ridi, quasi ridi

con quel tuo labbro secco ripiegato giù da un lato

guardi quelli che ti stanno intorno e non decidono il da farsi.

Così, mentre allentano la presa al tuo polso

mentre  abbassano un attimo la guardia

tu attraversi l’orlo del tuo letto e niente

e nessuno riesce più a  fermarti.

Oggi

mentre ti penso  sento che a distanza di un anno

dai tanti già passati senza vederti   nemmeno in fotografia

da te che stavi sorridendo avrò certo

ancora nuove verità.

.

Ciao G. Ti ricordo ancora.