ho un temporale nella bocca
by fernirosso
duy huynh – cumulus curiosity

oggi inusuale un senso delle cose tutte
le cose che si incarnano in corpi d’acqua
parole precipitate non mie parole e
traccia di un solco corpo in ogni cosa
ignorata nel suo dire un dialetto segreto
l’invenzione di una vita a parte che vorrebbe
essere tutto
tutto quello che sfugge e non uguaglia.
E’ un esilio ogni lingua
patologia della mancanza
una radice in superficie sulla terra del sogno
un richiamo per gli uccelli che crea linguaggi
dai loro suoni
modulati sulla norma dei silenzi.
Impazzire perdere la voce e scrivere
srivere dentro questo dovrei
respirando tra gli interstizi della carta
all’ angolo di mondi alternativi tra le fibre del mio altro corpo
cotoni e sabbia isole di un contatto sperduto
dentro il bianco
dove restare in terra in attesa di un sussurro del foglio
questa scatola gialla di spugna
colorata d’insonnia
che mi spartisce le tempie e mi precipita il cuore
cuore cuore un rumore approssimato
una cavità del cielo in tempesta
entratomi dentro la bocca come da una finestra e
mio impianto di pianto.
Ho un temporale questa sera dentro il cervello
che mi scortica l’occhio e l’udito è un fragore di ferraglia
contro l’anima contro tutto ciò che anima il mio corpo
dentro cui mi pianto
con il quale mi sostengo
mi spengo.

Tempeste ardue a chiudere/il conto questi presagi scanditi/passati sui corpi ricordi e brine/promesse ancora preservando luci/animaletti invernali però felici a schiere/e soprattutto esperte fantasie e vincoli/e svincoli nell’unico ritrovo vivente.
bella!è un’ ulteriore risorsa di poesia.Grazie Raffaella.
Il corpo d’acqua si scioglie nella sete d’amore, tra le onde della scrittura che approdano alle tue labbra in sogno…
magari fosse così facile la navigazione nelle mie acque? Fortunali e burrasche,tsunami e cataclismi sono all’ordine del giorno e della notte il climax. Ciao Donato,grazie,f
Jim, Il re lucertola canta:
Cavalieri nella tempesta, precipitati nel mondo, come cani senza osso, attori soli fuori dal palcoscenico……se lasci a un uomo la sua possibilità di volare i suoi dolci ricordi svaniranno.
Il falconier
se volassi! se volassi, come già succede, monterei sulla prima nuvola che passa,oppure salirei su un re-bus a vapore e andrei di corsa fino al mare….f i n o a l m a r e…..mi getterei sul filo di un’onda e in basso, grano per grano navigherei le impronte della sabbia…f
sapevo anche prima
ma non sapevo queste cose
il buio, la solitudine, l’estraneità
non così forti, non così paralizzanti
non echi che ti sconvolgono il sonno
e quasi la ragione
poi viene il muro bianco
l’incapacità di dire
poi il foro miscroscopico nella massicciata
poi la crepa
poi la valanga
e tutto passo passo
è dolore ma anche gioia
che si coagula con tutto
l’altro dolore
che è di tutti
o di alcuni, almeno
ciao, bellissima ferni.
ciao mia splendente compagna di viaggio!Grazie,f
quanto mi piacciono questi tuoi momenti creativi in cui ti scavi uno spazio alternativo di parole che scorrono di vita propria come fiume e tempesta
ciao
marina
Ciao Marina,grazie.Anch’io devo dire che le tue escursioni nell’arte e nell’arte di vivere mi affascinano sempre.Un bacio,f