Gli ultimi salmi dell’autunno (The last psalms of autumn)
by fernirosso

gli ultimi saldi prima di chiudere il negozio
in questa stagione di miracoli e salme senza requiem.
Si sono salvati i rami
le foglie giù
sono precipitate
bruciate saltate giù dai piani in fiamme
e il bosco sotto sopra
come un’edicola di notifiche e sequestri.
Non un’asta né una foto che fermasse in qualche quadro
quella bacheca di addii
quei diari sconnessi
quelle immagini senza fissativo
né conservante.
Per terra un ripetersi di fogli e fogli e
sopra la vetrina di quei caduti in massa
vene circuiti e linfa versatisi per terra un verso dopo l’altro
a terra.
Ognuno una spanna di spoglie reliquie
ognuno una riga di primavera futura
perché c’è sempre abbastanza tempo
in natura per ricrescere
per rinascere ancora
in una bolla d’aria o in un ricciolo di vento
con una casa di formica o un’impronta di tasso.
Luoghi apertisi alle fiamme che
sopra una pagina continua a terra
e la terra che ancora non si decide a scrivere
come noi spesso facciamo
l’ultima frase
l’amen di una fine.
*
The last psalms of autumn
the last sales before closing the shop
in this season of miracles and corpses and no requiem
Only the branches are left
the leaves down
fell
burnt leapt down from the floors afire
and the wood upside down
as a bookstall of notices and confiscations.
Not an auction not a photo to fix in painting
that goodbye showcase
those scrappy diaries
those images with no fixative
nor preservative.
On earth sheets and sheets recurring
over the shop window of the ones fallen in mass
veins circuits and sap poured aground a line after the other
aground.
Every of them a span of spoils relics
every of them a line of the spring – to be
as there’ s time enough
in nature to grow again
to germinate again
in an airy bubble or in a curling wind
together with an ant house or a brock print.
Places opened to flames
on a page continuing aground
and the ground not yet ready to write
as we always do
the last sentence
the amen of an end.
Traduzione di Daniela Manzini Kuschnig

Senza respiro. Mi hai lasciata così. Senza respiro. dmk
perché c’è sempre abbastanza tempo
in natura per ricrescere
per rinascere ancora
in una bolla d’aria o in un ricciolo di vento(…)
sopra una pagina continua a terra
“e la terra che ancora non si decide a scrivere
come noi spesso facciamo
l’ultima frase
l’amen di una fine.”
grazie,sempre,per le grandi emozioni del silenzio della parola. A.
come mi piace!
Stamattina presto al lavoro ricordavo a mio fratello quando piccolino gli uomini del cortile mi avevano portato con loro sul monte a “fare foglie” per la lettiera alle mucche. Foglie di castagno, le raccoglievano in reti, faceva freddo e allora il mio padrino scavava con le mani una nicchia e mi collocava li dentro tra le foglie, fino al collo. Ricordo il passaggio degli uccelli migratori…….
in un’estate di San Martino degli ultimi anni ’50
la campagna e il bosco,la vegetazione tutta, ma gli alberi in particolare,hanno sempre avuto in me un posto speciale, li considero i miei maestri, li ho ascoltati e guardati sempre, in tutto l’arco della mia vita, perchè hanno una voce nitida.Si sente, appoggiando le mani al fusto di un albero, la corrente vitale che lo percorre, poderosa, quasi spaventosa da quanto è potente, e si sente quando è malato, per lo spegnimento di quella voce assoluta, pur dentro la polpa silenziosa sotto la corteccia. C’è realmente un libro dentro, che porta in sé la vita e la storia del luogo in cui vive una pianta e ci sono le mutazioni del vento, del clima, c’è insomma la storia per cerchi concentrici di verità indiscutibili.
C’è la traccia delle profondità della terra e la realzione con il cielo, con il cosmo, con le stelle e i pianeti.L’uomo, è solo uno dei tanti insetti che intorno ronzano, spesso più dannosi di altri,ma non più grandi di una minuscola termite o di un tarlo.
Tutto quanto ci offrono, è vitale quanto il respiro, ed è gratuito questo loro continuo lavoro a favore della vita di tutti. Ecco, questo vorrei tanto si leggesse, si sentisse in quel loro starsene fermi, ognuno al proprio posto, senza tirarsi mai indietro, senza chiedere niente in più rispetto a qualunque altro loro antenato.f