parole dette senza dettato
by fernirosso
w. walkuski
persino parole cementate
mi crescevano senza che io lo volessi
si cimentavano tra i muscoli e la lingua interdetta da tanto rumore.
Facevano baccano le parole rotolavano
dentro la gola si precipitavano nell’orecchio
per perdersi e perderci perfino il fiato giù: nel cavedio
di un’arteria nel grosso del rosso nel sangue del vituperio
dove tutte le follie e le dimenticanze si fanno pasto ai linfociti
ai basofili alle piastrine del nostro mosaico interiore.
Creature mai decantate, incatenatesi, dentro
quel corpo che vuole parole
parole che cantino bene appena svegli che ingrassino
i neuroni suonino dei loro bei sonagli la cremagliera di tanti pensieri
scorsi via dietro le tendine del treno dei ricordi.
Arriva il giorno che alla stazione le parole non ti dicono il binario
tanto il treno è sempre lo stesso qualunque sia la slitta che s’attacca alla corrente.
A passarti una volta c’era Caronte ora da questi nostri letti d’ospedale
nei ghetti delle ombre dove abita la morte ci sono solo i faccendieri
di qualche agenzia che passa il lauto lavoro ai membri di famiglia.
E’ una casta quella dei necrofori, tanto quanto quella dei banchieri
dei notai dei giudici di corte. Il lavoro sui morti è un lavoro che rende
basta farci l’abitudine, in fondo i morti sono quelli che non hanno più parole
e non rompono i gesti di nessuno.


“Arriva il giorno che alla stazione le parole non ti dicono il binario”
…
“Il lavoro sui morti è un lavoro che rende
basta farci l’abitudine, in fondo i morti sono quelli che non hanno più parole
e non rompono i gesti di nessuno.”
Fernanda ti trovo in un momento creativo eccezionale…Per me bastano questi versi a consacrarti tra i grandi poeti contemporanei con cui vale la pena confrontarsi…
tu sei un seduttore…ma ti ringrazio di cuore, grazie della passione che mi mandi,ogni volta, ogni volta che mi leggi.f