non dormono le cose
by fernirosso
se ne stanno con l’obiettivo nascosto
in viaggio da un treno all’altro
non temono di cadere di avere o non avere
di soffrire per mancanza o la presenza
di un nucleo un tema o una parola mal riposta
dentro la vetrina all’alba e al tramonto in dispensa
galoppano restando quasi sempre dove stanno sempre
sin dalla prima volta. Né sogni né insegne
non s’insigniscono di allori e titoli
non mettono in borsa e
non si dimenticano
di stare con se stesse dentro e fuori dalla porta
da una finestra che non ha traguardi.
Stanno tra la bocca e l’imboccatura
l’impugnatura e l’impostura
l’impuntura di un ricamo o un raccordo di strade correndo
oltre l’imprevedibile fluire delle nostre voglie
che un momento son deste e l’altro son stravolte.
Viaggiano le cose
dentro le nostre teste e si camuffano
ora con questo ora con altro pensiero
tramontando come fanno le ore e le stagioni dentro
lo stesso ministero di una vita
mistero a cottimo tra pareti di memoria e oblio.
Irregolari improvvisi
sono solo gli inter-mittenti desideri
che traducono in guerre e tregua il frammento di ogni vita
disperdendola tra cavalli di troia e isole lontane
sempre senza re e sempre d’altro reame.

il mondo visto come da un treno in corsa, però il punto di vista è rovesciato, le cose sono vive e noi siamo intermittenti e fluidi, ma tu, scrivendo, vinci la tua vertigine di disfarti, diventi le tue parole che qui hanno proprio un ritmo di treno in corsa, molto vivo – mi piace!
marina
Evviva,c’eri,c’eri ancora! Ieri sera è successo un gran caos,mi sparivano i testi,e facevo una gran fatica a controllare le anteprime e poi a pubblicare.Non so il perché.comunque ho cercato di vedere se,da qualche parte c’era il tuo commento e c’era, insieme ad una archiviazione del testo,quella che vedi e così eccoti qui.Grazie,e scusa del pasticcio,credevo fosse andato tutto perso.f
ma fermati un po’, se puoi, nella tua frenetica attività ci regali tante belle cose ma temo che ti spezzi come un elastico teso, così, da un momento all’altro:-)a parte gli scherzi, grazie a te, sensibile Ferni:-)
marina
tu non sai,ma sono tanti i siti ormai che curo, non solo miei,intendo.Bacio e sì, un giorno mi capiterà di fare la fine dell’elastico attorno ai rotoli da disegno! Ciao Marina,grazie dell’affetto.ferni
ferni sei straordinaria. ti dedico la mia prima poesia da blog, sul tema delle cose. non è del tutto lo stesso tema, ma è molto vicina a questo sentire: forse più arida e disperata, la mia. e la tua sempre così ricca di illuminazioni!
non c’è modo di sapere se una giacca
sa di essere una giacca se ne sta
abbandonata su una sedia sghemba
accanto a occhiali ombrello borsa guanti
intanto prende grinze quasi ferite
che la faranno sanguinare rughe
d’un volto che fa senso se s’affloscia
ecco lei così – ma dovrei dire essa -
non sa se c’è o non c’è se c’era prima
o dopo il guanciale la sedia storta
la finestra che illumina la stanza
cosa tra le cose ne sa quanto me
di trame imbrogli sconosciute sfide
lei ha me che la indosso e la scrollo
le aggiusto i revers e le pattine
non c’è modo di sapere se io so
di essere cosa tra mille cose
letto quadro armadio tavolo sedia
e tra mille uomini ancor più cosa
grazie Lucy! Sì è proprio la medesima sostanza, anche se con inquadrature un po’ diverse e una lingua asciutta e diretta che scrolla gli aggettivi per mostrare bene il centro del bersaglio verso cui scocca fino all’ultima sua freccia di parola.f
“Viaggiano le cose
dentro le nostre teste e si camuffano
ora con questo ora con altro pensiero”
quanto respiro, quanta voce “in movimento” ad animare noi/le cose
grazie Ferni