L’idea è che Natale sia Natale-N15- Annamaria Ferramosca
by fernirosso
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Pianto di Natale
tocca ogni anno in sorte
all’ Abies pectinata
avere attacchi d’asma e capelli
strappati
i soliti recidivi glieli hanno
ravviati infiocchettati
shockati
di abbagli intermittenti
ma puntellare
l’affetto familiare
val bene un’asfissia
riaccendere
veri o falsi sorrisi
parole intense o vane
fa comunque alla fine
schizzare dai rami ischemici le foglie
l’aroma affievolisce
l’anima abetica esala
l’ultima essenza
.
Da Curve di livello- 2006

Ci ri-siamo con le dinamiche familiari del Natale! Annamaria ha ragione sono proprio motivo di “Pianto”!
Coraggio sopravvivremo!
Rosaria
la pressione di una vita familiare, spesso infarcita di convenzione e false belle maniere. Colpiscono anche in questa poesia i passaggi (i paesaggi) claustrofobici (di ansia, ischemici), di qualche cosa di represso e che si sfoga e incista al corpo.
Davvero Natale ha questo taglio di abete e di “pianto” che “tocca ogni anno in sorte”
(un incipit folgorante)
ciao
se servisse per ripopolare i boschi, se servisse per ombreggiare i giardini, anche se non tutte le specie crescono alle medesime latitudini,se servisse per dare una natalità ad un nuovo modo di costruire un eco-sistema di vivere in relazione con tutto ciò che è mondo e che nasce cresce e muore al pari di ognuno di noi, allora il Natale avrebbe il carisma per farsi portavoce di una rinascita, che infatti, nella sequenza liturgica degli accadimenti, viene a distanza di poco. Serve nascere per risorgere, e non solo noi, ma un corpo molto più esteso che anche il nostro comune abito vivente. Grazie. ferni
bello lo slancio ironico e lo scatto metaforico di questo testo!
Complimenti!
Il punto di vista dell’abete è la cartina tornasole dell’ipocrisia che coltiviamo attorno alle feste “importanti”, ben nascosta dal nostro senso estetico!