L’idea è che Natale sia Natale-N17-Giacomo Cerrai
by fernirosso
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evviva, è aria di festa!
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qualche nebbia di prima mattina
come un’inefficienza del tempo.
In questa dimensione confortevole
(ovatta o semplice ottundimento
di sensi, l’accontentarsi
d’una vista corta)
le feste precipitano in una tramoggia feroce
una sconfitta che si accetta
purché sia finita
e lenitiva.
Nessuno ci restituisce niente,
dei regali. Qualcuno è assente, il senno di poi
ancora da scartare,
qualcuno è già morto.
E fuori, su abeti declassati,
il niagara delle luci ridicolo impallidisce
sul mugugno di tasche scucite e avare
e convenevoli lo stretto indispensabile.
In questo trattenere il respiro
tra vuoto e amabili desideri
e l’effetto sedante
degli etili,
leviamo un pensiero ai cazzi nostri
e prego le luci non rischiarino
là in fondo in fondo ombre
insostenibili onde
di buon proponimento
certe risibili scuse…
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dicembre ’06

C’è un’opera di un carissimo amico,Italo Lanfredini, che s’intitola La scernita
(http://www.italolanfredini.it/Anni_90,_La_scernita.html) che indica come la trafilatura della realtà porti ad un assottigliamento delle percezioni,ad un affinamento. Bisogna passare per una porta stretta, per quella cruna che noi siamo, e nell’andare ci attraversiamo di continuo, spesso facendoci ombre di noi stessi e a noi stessi.Eppure rientra tutto nell’opera, come ebbe a dire Borges nel suo Aleph.Grazie Giacomo per quest’altro punto di vista, come mi auguravo che accadesse.ferni
Cara Fernanda, come ti ho detto per email, mica a tutti piace il Natale, specialmente quello che è diventato. Grazie per l’ospitalità. :)
Oh sì!!!Come ben capisco.
maria Pia Quintavalla
ricordo una filastrocca napoletana a sfondo natalizio che fa più o meno così:
“Mo’ vene Natale
nun tengo e’ denare
me fumo ‘na pippa
e me vaco a cuccà
Quanno fa notte
sparano ‘e botte
me metto ‘o cappotte
e vaco a vede’
……
Trovo questa poesia di Giacomo struggente nel racconto
di un natale appunto “scucito” come le nostre tasche
sconsolante come quello del viandante dei tanti racconti e film
camminanti il ridicolo niagara di luci fatue delle città in addobbo alogeno
….
bellissima, una prospettiva che com-prendo tutta.
grazie, Giacomo!
ringrazio tutti per i loro bei commenti :)
un saluto
… e non è ancora abbastanza!
Bella denuncia.
è l’altra faccia, forse di una perdita – grande Giacomo!
grazie amici…
così vicina al mio sentire che non potevo tralasciarne la rilettura e provare ancora a sentirla scandita anche ad alta voce.
ma la poesia dice soprattutto nel silenzio di gratitudine che l’accoglie.