L’idea è che Natale sia Natale-N33- Angela Greco

by fernirosso

“noi migranti di ieri- loro di oggi  ma la migranza resta la stessa”

La clessidra

.

Un’attesa di sabbia bianca si sgrana

strozzandosi nella strettoia

ricomponendo nella metà opposta

spiagge d’un tempo bambino

orme scure e sicure sulla battigia

lambita dalle acque di un ricordo.

Tu ci sei.

Nelle linee spezzate dei palmi delle mani

di destino incompiuto, rotta di volatile

sfuggito alle fucilate del quotidiano

per volare alto in altro cielo azzurro

sereno per quella tua certezza d’un incontro.

Non è dicembre a fare male al fianco

ed il Natale non ha nessuna colpa

se solo io ora resto qui a ricordare

tra lacrime di speranza.

Tu ci sei.

Nel volto del destino che ho incrociato

nella stella che timida si nasconde

ad un cielo troppo vasto che impaura

nelle mani stanche che sto stringendo

prima che faccia giorno e si renda visibile

quella sola ed unica goccia che sta rigando

i nostri volti di segni marcati e grigi

fili esili di un trascorrere inevitabile

geografie di vissuto da raccontare

davanti al fuoco in una notte di festa.

Tu ci sei.

Nel campo di papaveri che sto attraversando

lungo il sentiero dove cantano le allodole

tra i rami forti e gelosi dell’edera amante

tra i raggi del sole che allungano ombre

in questa conchiglia all’orecchio

che rimanda l’eco della tua voce di mare

e del tuo profumo di sale che riscalda

questa attesa che dovrà terminare.