L’idea è che Natale sia Natale-N33- Angela Greco
by fernirosso
“noi migranti di ieri- loro di oggi ma la migranza resta la stessa”
La clessidra
.
Un’attesa di sabbia bianca si sgrana
strozzandosi nella strettoia
ricomponendo nella metà opposta
spiagge d’un tempo bambino
orme scure e sicure sulla battigia
lambita dalle acque di un ricordo.
Tu ci sei.
Nelle linee spezzate dei palmi delle mani
di destino incompiuto, rotta di volatile
sfuggito alle fucilate del quotidiano
per volare alto in altro cielo azzurro
sereno per quella tua certezza d’un incontro.
Non è dicembre a fare male al fianco
ed il Natale non ha nessuna colpa
se solo io ora resto qui a ricordare
tra lacrime di speranza.
Tu ci sei.
Nel volto del destino che ho incrociato
nella stella che timida si nasconde
ad un cielo troppo vasto che impaura
nelle mani stanche che sto stringendo
prima che faccia giorno e si renda visibile
quella sola ed unica goccia che sta rigando
i nostri volti di segni marcati e grigi
fili esili di un trascorrere inevitabile
geografie di vissuto da raccontare
davanti al fuoco in una notte di festa.
Tu ci sei.
Nel campo di papaveri che sto attraversando
lungo il sentiero dove cantano le allodole
tra i rami forti e gelosi dell’edera amante
tra i raggi del sole che allungano ombre
in questa conchiglia all’orecchio
che rimanda l’eco della tua voce di mare
e del tuo profumo di sale che riscalda
questa attesa che dovrà terminare.



intuisco i fili sottili e tenaci che uniscono, quasi come una catena, ciascuna parola
c’è attesa e desiderio di “provare” una nuova visione delle cose poichè si può rinascere Angela accettando la verità delle mancanze
guardare avanti, si deve per l’amore che ci vive e per quello che aspetta sulla soglia
vuole abitarci
grazie del tuo sguardo prezioso
Elina
leggendo non ho potuto fare a meno di sentire lo scorrere degli eventi sulle genti,le stesse,quelle che condividono, da secoli diversi e luoghi differenti, la stessa miseria,le stesse paure e le stesse aspettative di migliorare la loro condizione,di estirpare l’ossessione della povertà,dell’indigenza e la possibilità di coltivare una vita tranquilla sulla terra, come casa di tutti. grazie,f
grazie ad entrambe le meravigliose Creature che hanno scritto in questi graditi commenti..
guardare avanti è un fatto oserei connaturato di taluni caratteri; ma l’assenza, al pari, segna il volto opposto di una stessa medaglia denominata Vita, che sia di ciascuno o di tutti gli Esseri migranti o stanziali in questo grande ricircolo universale… insomma volevo solo lasciar fluire un certo vuoto che, nel riscoprirlo comune a molti, oggi mi riempie come mai avrei potuto pensare accadesse…grazie!!
Grande l’idea della clessidra con il tempo andato e quello che dovrà venire, e il presente che scorre nei granelli che si trasferiscono….Il tutto collegato in un’unicità del tempo fermo che raccaglie insieme passato presente e futuro …a me molto cara, dove non si lascia e non si è lasciati da alcuno.
L’invito a guardare avanti, e le cicatrici che inevitabilmente ci segnano e insegnano rimangono, per essere guardate e ricordate e quelle profonde son quelle che più ci hanno fatto crescere se non ci hanno ucciso… rendendoci aridi.
Rinascendo così più attenti…..da quanto dolore.
Il Natale non ha colpe….
Mi piace molto….si.
grazie gentile Renato per questa attenta lettura!
una clessidra,come tutto il tempo stesso, in fondo, è solo una splendida prigione con “momenti di sabbia”, come mi ha detto qualcuno, quindi destinati a passare..prigione dalla quale assolutamente fuggire restando vivi per vivere ancora con tutte le cicatrici e con tutte le gioie e con una visione differente..anche e ancora le attesa..e ancora grazie!
C’è sempre, ed è dentro di noi, l’atavica paura dei cambiamenti. Ma quando si è costretti, il coraggio viene fuori e si affrontano tutte le conseguenze.
La storia s’intreccia sempre sulle stesse note ed i fili, per quanto sottili, continuano a reggere anche le anomalie del tempo. Nella clessidra, comunque, il passato è là, lo vediamo ed infine lo ricicliamo: stessi granelli, stesso buchino, stessa caduta… cambia solo il giorno!
Grazie Angela!
sebastiano
che bello leggere di te, carissimo Seb!!
Oserei dire che il bello della clessidra è che è..rigirabile! Ovvero capacissima di far mutare sino all’opposto il punto di vista. Che non è poco! Grazie ed un abbraccio
leggo con commozione di un’assenza che è ancora presenza.
mi sento prendere dai versi come da un invito a vegliare sui ricordi, a far sì che continuino a esistere nelle piccole cose del giorno, nelle grandi cose della mente, nei momenti poetici dell’anima.
Bellissima!
ti ringrazio Cristina di essere passata da questi versi!
Per me i ricordi sono presenze tangibili e desiderate..e le assenze, spesso, sono meravigliosi mezzi grazie ai quali l’Esistenza ci invita ad apprezzare maggiormnente quello che abbiamo..un abbraccio.
chiedo scusa se ogni tanto l’emozione clicca tasti sbagliati al posto mio!!
Un filo sottile e però resistente percorre la trama di questa ‘Clessidra’ in cui mi sembra di scorgere figure e situazioni -forse dire ‘visioni’, come in un caleidoscopio, è più esatto- correlate e nascenti dal vissuto della ‘voce/anima narrante’, che poi sarebbe come dire che al lettore si offrono molteplici forme di interpretazione, e riferimenti successivi, conseguenti. Presenze e assenze sono quasi tangibili, senz’altro visibili nelle due metà che compongono la clessidra, con quel punto di passaggio, di incontro (e chissà, anche di fuga) precisamente indicato, e dovutamente ‘marcato’ (si sgrana, strozzandosi, strettoia…).
Una bella prova poetica, -se,da profano, posso dire-, in cui viene giustapposto, ad ogni condizione e situazione un contraltare di speranza…ché l’attesa, come recita l’ultimo verso, dovrà finire: quel ‘tu ci sei’, questa presenza ineludibile a cancellare le attese, sono la forza e il moto che muove il tempo, fuori e dentro la clessidra…
Ciao.
..ed eccolo, il Destino incontrato, le mani che sto stringendo,la voce del mare..
Una lettura assolutamente vicina al mio sentire, al mio scrivere -aggiungerei alla mia Anima- forse per percorsi comuni, forse per medesimo futuro..Ci sono punti di passaggio, come prove, necessarie per essere oggi chi siamo qui e in questo momento..Il tuo commento, mio immenso e carissimo Cat, mi dice soltanto che è valsa ogni cosa del passato, se oggi leggo tanto..
Ti abbraccio, grazie di cuore, a presto, Angel