L’idea è che Natale sia Natale- N38-Antonella Pizzo
by fernirosso
C’è ancora nel balcone quello dello scorso anno
la primavera e poi l’estate
hanno sbiadito il verde e fatto cadere gli aghi
albero grande nudo e malato, albero piagato
fra i tuoi rami sono rimaste impigliate
due scatoline di finto argento
una stella senza punta in rosso spento
l’ultimo ramo racconta il tuo rimpianto
dura un anno la tua gloria e lo splendore
eri ricco e barocco
oggi sei scheletro occultato
nascosto ingombro
di cui mi vergogno
quadro staccato dalle pareti
traffichini d’anime e di deroghe
assessori e imprenditori
nomi eccellenti e direttori sanitari
assistiti e nominati
per estorsioni condannati
amici e conoscenti
pezzi grossi e manager
contumaci
avete tutti nel balcone il vostro albero.


la nostra realtà fatta di alberi, facciate di onestà e santità
una corsa allo sperpero dei valori, del merito, della giustizia
una voce che scrive a chiare lettere e prende distacco poichè è “vergogna”
grazie Antonella
albero/scheletro(negli armadi)… aghi che pungono, ecco un albero che sa illuminare.
abele
ogni anno mi dico che non lo compro più e ogni anno ci ricasco. Mi pare che non sia Natale,senza quel verde in casa.Poi mi riprometto di piantarlo in giardino, ma il più delle volte non regge il caldo e finisce che muore, e io ne soffro ogni volta come fosse qualcosa di me che si secca.So bene che non sono gli abeti il Natale, ma qualcosa che abbiamo dentro, la linfa del nostro albero da condividere con gli altri e, per quanto posso,tendo i miei rami verso gli altri.La nostra società, invece sembra non tanto un ramo secco,ma tutta una foresta bruciata.Giuly
si dovrebbe fare una specie di conteggio, dei secchi, dei rami e degli interi alberi,secchi della nostra società pseudo civilizzata, per accorgersi di quanto poco valga ogni trovata,che tutto è solo un commercio e spesso sono proprio le anime quelle in svendita, all’ingrosso.
grazie a Ferni per aver ospitato nel suo blog questo testo un po’ “spinoso” e grazie a tutti voi per la lettura e l’attenzione e per le vostre riflessioni. Auguri di Buon Natale da antonella
Ringrazio te, per tanta nudità esposta, come una grazia che non si può smantellare.La spin(t)a dell’albero è la sua stessa vita,anche se la vita sembra mettere a soqquadro la tela,dov’era dipinta una storia, spesso costruita come una rocca. Barocca la chiami tu e non a caso l’attributo fa rima anche con baracca, quella in cui una vita regalata si distrugge ad opera di brecce, di schegge, che si piantano nel corpo di quell’albero da cui tutti discendiamo.Grazie per queste spine,accendono parecchie luci dell’albero che ci da’ i natali.ferni
grazie ancora Ferni, anche per questa tua disamina precisa e attenta. antonella
[...] questo è il testo che ho mandato a Fernirosso per la simpatica iniziativa Natalizia L’idea che Natale sia Natale [...]
dai balconi del male a quelli del pianto, residui di quello della piccola felicità bambina, ormai svanita.
è il destino degli alberi, ma anche degli uomini.
piaciuta tantissimo!
una bella poesia Antonella, dal ritmo a sottolineare il tempo che passa indifferente alla umana sorte, e che agli umani costa invece il rimpianto, come messo in luce nei bei versi
“fra i tuoi rami sono rimaste impigliate
due scatoline di finto argento
una stella senza punta in rosso spento
l’ultimo ramo racconta il tuo rimpiantomo”
ma particolarmente indovinata, la parte finale, puntuta, che rafforza il senso del tutto e lascia intravedere una sottile, preziosa, ironia.
grazie a te e a Ferni
ciao
carissime Cristina e Margherita, mi scuso per il ritardo con cui ringrazio, grazie di cuore per l’attenzione, vi auguro un sereno natale (nonostante la mia poesia) antonella