Da qualche notte ormai
by fernirosso
Thomas Gauck
ha ruotato il suo asse il cielo
dentro la mia porta
un calendario di silenzi e lune
sono nevicate sulla soglia.
La vita intorno
era scomparsa
e tutto tutto
tutto taceva. Dormivano nella tana delle volpi
i rossi fulvi delle foglie
silenti se ne stavano le radici delle erbe
accquattate attorno al circolo delle acque
ferme immobili in ghiaccioli di quarzo
tra mille diamanti seminati
sottosopra il prato.
Niente sembrava più avere vita tranne
qualcosa a mezz’aria come un esile canto
un movimento di vento un niente che subito
s’acquietava e là
fatto d’incanto un piccolo segno
apriva il nero della notte.
*
For some nights bynow
the sky has spinned his axis
inside my door
a calendar made of silences and moons
has snowed on the threshold.
Life nearby
disappeared
and everything everything
was silent. In their dens foxes were sleeping
the tawny redness of leaves
in silence were the roots of grass
crouched around the circle of waters
still motionless in crystal icicles
among thousands of diamonds sown
upside down the lawn.
Nothing seemed alive but
something in mid-air as a slender song
a wind breathing a nothing just
calming down and over there
made of magic a small sign
opened the nightly blackness.
.
translated by Daniela Manzini Kuschnig


I primi quattro sono sublimi, compiuti.
Ciao
Grazie. Sì lo sono ma. Avevo ancora altro che in me doveva compiersi e si è fatto inchiostro perché meglio lo vedessi.f
Immobilità come canto.
Radici inerpicate al cielo a toccare la neve che si fa luce, attesa.
E il calore di questo silenzio batte vivo nei tuoi versi che si aprono come bucanevi.
La sequenza degli alberi raccoglie uno sguardo di quiete e meraviglia, una staticità che muove l’incanto delle cose.
Tutto è intenso oggi, qui.
ogni momento è come fine anno, quando si tentano dei consuntivi e, a volte, si ipotizzano dei preventivi. A me capita, ormai da un po’ di tempo, di navigarmi dentro e sentirmi sempre sull’orlo,tra un ieri mai terminato e un domani che se ne sta steso dentro oggi,che cos’ si dilata e mi spalanca facendomi spesso perdere l’oriente. Per questo vado dove sento più nitida la mia sostanza e, come hai osservato, gli alberi mi indicano come trovarla,sentirla.
Grazie Iole della tua attenzione,f.
dovrei riportarla tutta, talmente mi piace e sento mia…
mi limito a dirti che la trovo di una grande intensità emotiva, bellissima.
ciao
cri
bene, sentire all’unisono significa superare la barriera che si pensa disegnata dalla distanza. In realtà è come aprire un vasta stanza e abitarvi insieme. Ciao Cristina,grazie.
non avevo dubbi che, riconnettendomi dopo tempo, avrei trovato di te così tanta bellezza!
forte un abbraccio, ferni! api
Ciao Api! Tutto bene? Sono contenta che la raccolta abbia fatto compagnia a tante persone.Mi hanno scritto in molti, tutti entusiasti per quanto hanno letto. Volevo che anche tu partecipassi di questa piccola gioia.Grazie.f
a volte non credo a ciò che vedo, altre poi non comprendo la visione
mi dicevo che non poteva essere una fotografia per quella casa disegnata e perfetta tra gli alberi
poi ho correlato la scrittura all’immagine e mi sono detta di non aver “creduto” all’incanto
tutto bellissimo
grazie
Elina
Sono contenta di averti sentito, stavo preoccupandomi un po’.Vedrai che tutto si risolverà al meglio. Sii serena, cerca attorno a te, dentro ciò che è vivo,il tuo mare,il vento, le piante,la bellezza del cielo,tutto il nutrimento che ti serve.Vedrai che fioriranno anticorpi felici.baci,f
ha ruotato il suo asse il cielo
dentro la mia porta….
sia dato pane a un’anima da sfamare
grazie, è bellissima
Fantastica combinazione di immagini sonore dei colori del silenzio che precede l’attesa,la vita. Un incanto di parole tenui e di esile voce sopita,fili d’argento,ghiaccioli di quarzo:
“un calendario di silenzi e lune
sono nevicate sulla soglia.
La vita intorno
era scomparsa
e tutto tutto
tutto taceva.”
il senso dell’oro che dà calore intimo,quasi domestico: delle cose migliori,Ferni,
“un movimento di vento un niente che subito
s’acquietava e là
fatto d’incanto un piccolo segno
apriva il nero della notte.”
Di fronte alla tua porta un canto dolcissimo,e anche se tieni gli occhi chiusi del meraviglioso silenzio della solitudine, ti bagna questa vita, così sospesa, così sacra.Così bella.
Grazie,una grandissima emozione,il tuo senso della neve.
Agnès.
un sussurro d’incanto fragile e forte come cristallo di Boemia, non saprei come definire questo tuo testo, Ferni, si ascolta nel silenzio del proprio intimo ed è perfetto, si trattiene il fiato per non perderne gli echi profondi
marina
l’albero, fu quell’albero a parlarmi
a dirmi una parola che neppure la voce di mia madre
aveva soffiato oppure ri-soffiato in me
ora aspetto che fiorisca germi di vita
graziosamente attendo
non sono brava a commentare i commenti e quindi se dico grazie a tutte, è solo perché non trovo parole giuste per ciascuna di voi. Grazie.f
Non capisco tutte le parole – il mio italiano non é ancora abbastanze bene – ma é e bello vedere i miei immagini circondato da bellissimi testi! Aguri per un buon anno da Norimberga.
Thomas Gauck
Sono io che ringrazio Lei per la disponibilità e la gentilezza. Le sue fotografie sono davvero bellissime,sono scritture poetiche e ne sono rimasta affascinata. Grazie per gli AUGURI, che ricambio con grande gioia.AUGURI DI BUON ANNO
fernanda ferraresso (fernirosso)
NB. Curo anche un altro blog per una casa editrice (Il Ponte del Sale).Le lascio il link perché penso di portare anche lì le sue realizzazioni fotografiche.Grazie.f.f.
http://cartesensibili.wordpress.com