c’era una nuvola ieri
by fernirosso
Anselm Kiefer
dentro me
al centro di un vuoto
e c’erano appese frasi
le frasi con cui di solito roviniamo le parole
le vite con cui ci sistemiamo dentro la parola casa
dietro le porte che non hanno più occhi
dentro gli stipiti secchi di troppe voci azzittite.
Eppure a guardarci
dentro quella nuvola
come in mille vesti strappate
ci vedevi un fermento di cose
una saltava di qua e di là
era la parola lepre e aveva la bocca tagliata
come solo le parole possono avere
per farci stare dentro tutto quello che vogliamo
e la lepre si portava in corpo un prato
e forse
anche se è fatica crederci e serve molto esercizio
aveva nel folto della pelliccia un bosco e un cambio
di vento così che divento io stessa
quel salto
da qui a lì un balzo
dal banco di questo tempo
all’orizzonte del suo bianco.
Basta uno sguardo
alle volte
per riempire il vuoto delle nostre parole
per trovare una collocazione nuova una chiave
alla ragione in cui vogliamo soffocarci così spesso.
Ma è di essenza la nostra viva sostanza
dentro tutte le cose grandi o piccole che siano e sono rifugi
per la memoria un segno un attimo
in cui gira ancora il respiro del vento.


Il primo verso – dentro me – e l’ultimo verso – in cui gira ancora il respiro del vento – sono i pilastri di un ponte di parole che illumina l’Anima.
La forza che esprime il testo trova il suo equilibrio nello specchio degli elementi naturali che si compenetrano a vicenda per arrivare a percepire nell’immaginario l’accettazione di un quotidiano lontano dal nostro sentire più intimo.
Tutto questo ho percepito …
Cettina
sì, c’è un ponte, un invisibile filo su cui passare da un luogo all’altro per poi trovarsi sempre nello stesso pozzo, un cosmo che ci tiene sempre nella sua traccia di galleggiamento
dentro me
al centro di un vuoto
e c’erano appese frasi
…
ma
…
Basta uno sguardo
alle volte
per riempire il vuoto delle nostre parole
Ferni, sei cosmica come Anselm
marina
visione chiara “basta uno sguardo”, visione piena, che supera l’ostacolo dell’occhio e dell’orecchio
un guardare da e oltre allo stesso tempo
scrittura che ti parla, grazie
Elina
CIAO RAGAZZE! Siete tutte amabili, grazie,un bacio a tutte.f
Il “respiro del vento” in chiusura fa da suggello emblematico al discorso poetico con la sua visione di connessione fra tutto e tutti.
“…Ma è di essenza la nostra viva sostanza/dentro tutte le cose grandi o piccole che siano…”
Perché tutti siamo collegati, anelli di una stessa catena, sostanze viventi che spartiscono la stessa “essenza”, ritrovandosi in essa. Grazie.
tu sei il mio terzo occhio,grazie Daniela.f