ho costruito un cilicio di sillabe
by fernirosso
Shiloh Jenz

dove m’in(te)tano come in una prigione un corpo
m’involucro come una fiamma che di se stessa si spegne
ignorando la cenere che resta e chi le sopravviverà.
Immondizia e santi non sono così lontani né così diversi
i loro versi rifiuti entrambi
prodotti da una civiltà che va in rovina e si macella
senza riconoscere il segno né l’odore del suo sangue.
Quotidiano il corpo
è l’alimento di Narciso volto ancora verso un vuoto nuovo
specchio che la luce flette in altri
deflorati specchi di una realtà qualunque.
Verità è d(e)roga
di se stessa in questo perimetro
il manicomio conta i suoi membri alzati
verso un’orrendo coito.Rovina e morte e buio
cantano il silenzio e si ubriacano di bocche
come torce che bruciano immerse in un liquido seminale di vacue parole.
In questo
deserto un filo sottile di vento
nel niente apre le ferite più recenti e dentro
v’insemina pulci e scorpioni come fiori macabri e carnivori
che avidamente cercano in quel niente d’uomini
la polpa di una carne guasta.

una poesia che sembra quasi una foto di Witkin.
ma la verità è cruda e brulicante, e non si può sfuggire, almeno il poeta non può, non deve.
molto accorata questa tua, mi è molto piaciuta.
Witkin, sì, un artista scomodo, ci si scontra con le sue tele e il nostro oscuro profondo, dove si annidano le bestie più feroci o meno addomesticabili,l’orrido e l’orrore,il sadico piacere. La parola, forse, riesce a sollevare il sacco in cui la mente avvolge e mette a fuoco la sua scena e le comparse, ma qualcosa, al fondo della scrittura si solleva a scoperchiare quella manovra. Grazie Cristina,f
E della soluzione ne fai un enigma: la vita mangia altra vita, il corso del tempo inesorabile che gli scorre accanto e dentro, con dinamica vorticosa che spesso cancella ogni traccia. Atrocemente d’impatto nella sua profondita’. Bella decisamente l’ideazione della scena. Ti abbraccio.
Ciao Naked,stai bene? Ti avevo incrociato qualche tempo fa in fb poi di nuovo persa. Tanti Auguri, per il Nuovo Anno,sperando che anche tu abbia trovato un equilibrio attorno al tuo asse,eccentrico come il mio.
Ci risentiremo,a presto,ferni
Ho capito tardi, Ferni cara, che per scrivere bisogna ben accasarsi dentro,studiare e svelare meccanismi per poi aprirsi altrove:ancora qui, ancora li, ma comunque con occhi piu’ grandi su nuovi panorami. Ho letto spesso qui, e comunque di te in altri luoghi, pur restando in silenzio e godendomi l’empatia che sai con le tue parole. Ora proprio questo testo, ed il concetto che piu’ volte mi hai esposto dello spazio, mi riporta qui, inevitabilmente. A presto farfalla, ci saro’.
da questa verità, dalle tante nascoste nei rivoli dei tempi, nessuno può sfuggire.
chiunque appartenga all’umano, non può e non deve.
le altre specie sono molto avanti rispetto a noi, solo se le lasciassimo in vita.
hai proprio ragione,Api, d’altra parte se non mettiamo i bastoni tra le ruote a qualcuno o qualcosa pare che il genere umano non goda.
“Verità è d(e)roga
di se stessa in questo perimetro”
le parole hanno urgenza di sollevare i volti
grazie
sì ormai non credo si possa ancora tergiversare, in qualunque campo, in qualunque direzione ci si trovi a camminare bisogna osservare e scegliere:scegliere la vita, non una realtà falsificata. Grazie Elina.f