In un legno
by fernirosso
Italo Lanfredini- La barca delle essenze pregiate
.
“aveva un respiro la quiete, la notte dentro i miei limiti apriva anzitempo domani…”.
In un legno
ho scavato una nave
e dentro vi ho deposto la mia navigazione
c’erano argille cotte al sole chiavi di volta
pozzi profondissimi
ventagli di sonorità dei venti
e a prua dove le onde prendono casa
ho posto un embrione di poesia
che culli la mia
rotta e muti i sogni
trovino sillabe oltre l’udibile
liberino la mente dalla gabbia del frastuono
questa confusione che accerchia
e spezza le corde delle vele
che vorrebbero bere l’aria
intatta la mia soletudine.
f.f.- a Italo Lanfredini
*
in a piece of wood
I’ ve carved a ship
thereinto I put my seaway
there were clays burnt in the sun keystones
deep pits
fans of sounding winds
and to prow where the waves dwell
I put an embryo of poetry
to lull my
sailing and dumb dreams
can find syllables beyond the hearable
freeing the mind from the cage of the uproar
this mess around
that cracks the ropes of the shrouds
striving for the air
untouched my soletudine
.
traduzione di Daniela Manzini Kuschnig


giorni fa si parlava dei testi, della loro risonanza in chi legge
ecco da questo quaderno prenderei questo foglio
grazie,Elina,ma sei l’unica che ha risposto alla richiesta che avevo ipotizzato potesse essere un percorso di lettura trasversale.Ciao,f
la richiesta andrebbe “ipotizzata” anche qui, sarebbe “raggiungibile/leggibile” direttamente in sede
penso che potrebbe nascere un percorso davvero sorprendente
ciao Ferni
La “risonanza” delle parole nel lettore: importantissima vena di spartizione del sentire. Atmosfera che da intima e personale si propaga fra quelle stesse onde fino a raggiungere e trasportare:
“intatta la mia soletudine”
dmk
hai colto qualcosa che non era evidente, ma sotto, sotto la parola portava in sé anche questo processo.Grazie Daniela.f
per Elina.
Sto preparando gli appunti di proiettiva per i miei allievi e sto quasi rimbecillendo per certe dimostrazioni che tento di semplificare al massimo e di collegare alle loro memorie passate,altrimenti vacillerà tutto l’edificio teorico. Inoltre ho ancora il pc in stato di calamità, finché non lo prenderà in cura il tecnico e dunque fatico a connettermi e a restare connessa.
Per ora non saprei come fare a lanciare meglio l’idea, a me sembrava semplice la proposta. Tu che faresti?
f
ci penso io così mi distraggo dalla spalla
a dopo
bene,grazie.
…come dire che un chiodo scaccia via l’altro,speriamo ti aiuti davvero a non pensarci.Baci.f
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