In viaggio
ronald bowen
volevo raggiungere un ostaggio
Si tratta del viaggio più bello della mia vita
dall’infanzia fino a qui e da questo oggi retrocedendo
senza un addio e senza un bagaglio
senza un ripensamento o nostalgie.
Ho ritrovato la mia appartenenza
nei miei cinquantasette anni di cammino
e c’erano tutte le partenze
le ore più rapidamente persesi dentro la mia vita
e mi sono ritrovata di latte e acqua
mi sono ritrovata ad essere il disegno di un piccolo pesce
nel mare di mia madre, aggrappato ad uno scoglio d’osso
nella conca del suo ventre
anch’io a mia volta sasso e onda una continua pulsazione
armonica dentro la sua frequenza.
E mi sono ritrovata immensa in una vibrazione
d’amore : lei mio zucchero e parola commestibile
lei mio padre ed io mio padre fattosi suo figlio
ero la scrittura di una storia sacra dentro
l’universale perdita dell’origine
Mi sono ritrovata
ed ero un binario senza date d’arrivo e partenza.
Io ero
tutta la terra
in navigazione verso un esilio e versavo ignoto
nello scorrere sconosciuto delle stagioni e dell’esperienza
Mi sono sentita
ed era la prima volta
un animale di una specie sola
Mi sono sentita uno e mille perduti dentro altri
mille e mille altre volte lo stesso mille
Mi sono sentita liberata e confusa
e fragile senza fine
mi sono promessa di trovarmi ovunque in ogni altro
dentro e oltre me
in ogni cosa con un perduto inizio.

