Ogni giorno oggi

by fernirosso

louis treserras berit


Ogni volta la stessa ora molesta

che oscilla come una lancia

nella cassa della pendola

parola che ausculta ogni nostra mancanza

disegnando la tela del tempo   i muri della memoria

e ombre   in un soffitto di mandibole

che leste masticano la sentenza di ogni vita   questi affanni senza uscita.

Un invio di parole invisibili

che tornano indietro  appena grammaticate dentro l’immagine

di ciascuno di noi che le abbiamo inviate oltre

oltre tutto ciò che ci sostanzia

come predatori e animali da soma cercando la terra promessa

in quell’eterno liquido nubifragio dei sensi.

Per vivere abbiamo costruito strade lungo muri di prigione

abbiamo chiuso a chiave il cuore e il cervello lo abbiamo divaricato

come le cosce di una prostituta sempre pronta

la fregola e la voglia rossa     di abusare da sola di se stessa.

Questo, questo orrore delle parole che è errore dei vuoti.

Dèi vuoti   tutte le orge di parola

infissi delle nostre abitazioni d’ombra

cancellate altissime dentro la relazione con la vita

chiodi fitti come aste

come tutte le filature dell’arida terra quando tesse primavera

perché è pazza questa vita a darci spago

pazza a seminarci dentro la nostra stessa carne

il seme antichissimo del cosmo

pazza a vertebrarsi in noi esseri di cellula senza spina

malati  mortali

senza giudizio universale