Ma quando
by fernirosso
Roberto Kusterle- I riti del silenzio
Ma quando è passato
Dio da queste parti?
Dove è frusciata la veste come l’acqua e dove sarebbe
la sua voce dentro il vento in questa micidiale
prossimità ai vortici.
Dove
ha lasciato il cuore dell’agnello
se tutto si macella e l’acqua di sorgente è una vena che fiotta?
Mi serve il tuo veleno.
Il tuo veleno mi guarisce.
Su un letto di brace dove il gelo cresce
Aspetto
Finché il mio sangue si rompe. Aspetto.
Mi serve il freddo.
La tua parola scabra come lama
lo scalzo animale senza piede del tuo verbo
Serve una cova in me l’albero
per il male cresciutomi in corpo
frattura dove ardo
in cacciagioni di giorni in piantagioni di silenzio
conficcato in questo gonfio intorno al buio fondo
me stesso e depongo
quella goccia antica della specie
dove la morte è vita
e l’avita solleva il cielo
dietro lo scampolo di tempo
dentro il cavillo senza consistenza che tiene me-
te in equilibrio dentro tutta la nostra assenza.


Ti auguro con tutto il cuore che la tua voce poetica raggiunga le vette di una critica letteraria attenta e rigorosa perchè trasmetti un sentire unico.
Ho scritto quello che penso veramente senza retorica.
Grazie Fernanda
Cettina
sei gentile,ma credo che, al massimo, si leggerà qualcosa quando non ci sarò più, ma anche questo è difficile. In ogni caso,non mi rattristo per questo, il mio tragitto mi sono impegnata a farlo con il bello e il brutto tempo,senza credere di possedere alcuna verità.Grazie,per la tua attenzione,comunque è conforto sapere che altri mettono mano e voce propria nei passi che ciascuno fa’ in solitudine.
ferni
dove non passa Dio
per fortuna passa la Poesia
a volte,però, anche la poesia espone i macelli aperti ormai dovunque intorno e dentro ciascuno.Ciao Cristina,ferni
La trovo molto cruda e per questo molto bella. “mi serve il tuo veleno, il tuo veleno mi guarisce”, è un verso potente che, almeno secondo il mio punto di vista, racchiude tutta l’opera. Complimenti !
E’ la prima volta che entro in questo blog ci sono finita per sbaglio mentre cercavo ispirazione per un passo del mio racconto…..un racconto per bambini. Le tue parole Fernirosso, l’immagine che hai scelto, un bersaglio centrato. Rara maestria la tua. Il dolore viscerale di chi ha perso quanto di più caro eppure non cede a quel che sembra l’unica possibilità di liberazione. Morte che con la morte paga. Non per te.
Grazie. Ti porto con me.
Soniazoe.
grazie,spero di averti ancora qui, non più per caso allora. ferni