In questo limbo continuo
by fernirosso
Max Szoc
.
dei non umani
invertebrati voli in un volume
l’incolume
anima nascente
tra i tralicci del cielo
mentre in terra semina i suoi sogni
fatti di tempo
e in una macina rimesta
i meridiani per farne chiostri e ali umide
calde ore del bozzolo
sgranato da un occhio di poeta
il non ancora nato
il sempre presente sfiorente
vivo dell’errare. Nell’oltretempo
noi frattura della sua infinitezza
eternamente segmentati tra il nascere e il morire
un continuo esercizio dell’errore
il suo farsi irriducibile. Non avrà mai fine il tempo
sottile si polverizza in ogni dove si nutre di se stesso
si fa’ quando e quanto
senza posa
senza posa.


Innanzi tutto complimenti, questo è un modo di scrivere che sento “viscerale”…una poesia che si contrae tra la metafora della non nascita e il vissuto errante di un’anima che cerca la palingenesi. Ti metto nel mio blogroll se non ti dispiace. Aspetto il permesso qui.
Un saluto.
è un grande piacere poter portare agli altri ciò che raccolgo durante il viaggio.Grazie per la richiesta, ne sono lieta. ferni
Vado subito :))
post molto bello, giungo qui per caso e non mi è dispiaciuto affatto.
Saluti!
L’eterno divenire ci cattura, incauti.
Grazie Ferni
Cettina
ultimamente penso che se scomparissimo dalla faccia del cosmo forse sarebbe una liberazione,vista la follia che qui si semina come gramigna.
Grazie a tutti voi,ferni